Drone carico di droga intercettato al Poggioreale: la Polizia Penitenziaria blocca un tentativo di contrabbando notturno
Nella notte tra venerdì e sabato, al penitenziario di Poggioreale è stato intercettato e abbattuto un drone dotato di tecnologia avanzata. A bordo del velivolo sono stati rinvenuti circa un kilogrammo di sostanze stupefacenti, suddivise tra hashish, cocaina e marijuana, destinate a essere introdotte all’interno della struttura detentiva napoletana.
L’episodio, secondo quanto riferito dall’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria (Uspp), rischia di riaprire una spirale di controtendenze tra droni e controlli, alimentando nuove forme di illegalità che mirano a sfuggire alle misure di sicurezza in vigore negli istituti carcerari. L’intervento degli uomini in divisa ha impedito che il carico raggiungesse i destinatari all’interno del carcere.
L’Uspp ha commentato l’accaduto mettendo in evidenza la minaccia crescente dei droni nei contesti detentivi. «Continua senza sosta l’assalto sui cieli delle carceri da parte dei droni», hanno dichiarato il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, sottolineando che, a loro avviso, dietro a tali episodi operi la criminalità organizzata, impegnata a ingaggiare una guerra tecnologica con le forze dell’ordine.
Una parte della riflessione dell’associazione riguarda le risorse necessarie per contrastare il fenomeno. «La Polizia Penitenziaria svolge un lavoro quotidiano di enorme importanza, ma servono strumenti adeguati, sistemi anti-drone, formazione avanzata e un rafforzamento della pianta organica», hanno aggiunto Moretti e Auricchio, evidenziando una carenza stimata in circa 200 unità. L’episodio di Poggioreale riaccende quindi il dibattito sulla necessità di aggiornare le dotazioni e di potenziare la vigilanza tecnologica per impedire che droga e dispositivi di comunicazione illegali attraversino le barriere degli istituti di pena.
