Ascensore fuori servizio a Napoli Centrale da agosto: la protesta di una famiglia disabile e l’intervento di un deputato
Da agosto l’ascensore che collega il piano -1 della stazione Napoli Centrale alla galleria commerciale e ai binari della metropolitana è inattivo, provocando disagi concreti per una famiglia con un minore disabile. L’episodio è balzato agli onori delle cronache cittadine dopo una segnalazione inviata al livello istituzionale, che ha acceso una dinamica di pressione pubblica sull’intera infrastruttura.
Il padre del ragazzo ha spiegato di aver inviato sette PEC a Grandi Stazioni senza ricevere alcuna risposta, decidendo quindi di chiedere aiuto a un esponente politico per ottenere un intervento rapido. L’attenzione si è spostata sull’accessibilità degli spazi pubblici, soprattutto per chi ha difficoltà motorie, in una stazione tra le più trafficate del capoluogo.
“Si intervenga subito, è inaccettabile ignorare i disagi delle persone fragili. È da Paese incivile che un ascensore fondamentale per garantire l’accessibilità di una stazione come quella di Napoli Centrale resti fuori servizio per mesi, mentre un genitore è costretto a inviare ben sette PEC senza ricevere neppure una risposta. Non parliamo di un servizio accessorio, ma di uno strumento indispensabile per consentire a chi ha una disabilità di muoversi in autonomia e raggiungere i collegamenti ferroviari e metropolitani”, afferma il parlamentare.
“Le infrastrutture pubbliche devono essere accessibili a tutti e non possono diventare un ostacolo per chi ha già maggiori difficoltà. Chiediamo a Grandi Stazioni di intervenire con urgenza per ripristinare l’ascensore e di fornire al genitore una risposta chiara sui tempi e sulle modalità di risoluzione del problema. L’accessibilità non può essere affidata alle segnalazioni ripetute delle famiglie: è una responsabilità che va garantita ogni giorno”, ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli.
