Cronaca di Napoli
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Processo in arrivo per 24 membri del clan Licciardi, colpiti dall’inchiesta della magistratura.

Napoli – Si sta delineando un quadro complesso di un presunto traffico di stupefacenti che affonda le sue radici nel profondo del territorio napoletano. La Direzione Distrettuale Antimafia ha messo a segno un importante colpo con…

Processo in arrivo per 24 membri del clan Licciardi, colpiti dall’inchiesta della magistratura.

Napoli – Si sta delineando un quadro complesso di un presunto traffico di stupefacenti che affonda le sue radici nel profondo del territorio napoletano. La Direzione Distrettuale Antimafia ha messo a segno un importante colpo con la richiesta di rinvio a giudizio, datata 26 maggio 2026, per ventiquattro persone collegate al clan Licciardi, uno dei gruppi più influenti della Campania. L’udienza preliminare è fissata per il 24 novembre 2026, sotto la supervisione del giudice Federica Colucci.

Questa inchiesta si colloca all’interno di un’indagine molto più ampia mirata a smantellare le reti economiche alla base della criminalità organizzata. Le operazioni sono cominciate con un blitz della Squadra Mobile, che ha portato alla luce un’organizzazione strutturata capace di gestire ingenti quantitativi di droga, inclusi cocaina, eroina e hashish, attraverso diverse piazze di spaccio, in particolare quelle della Masseria Cardone e del Don Guanella, storici luoghi noti per il narcotraffico.

Le intercettazioni telefoniche e ambientali, insieme ai successivi sequestri, hanno svelato una rete intricata di ruoli ben definiti: Francesco Avolio e i fratelli Gennaro e Antonio Trambarulo sarebbero stati i promotori, responsabili delle strategie e della supervisione dei guadagni illeciti. Nel loro raggio d’azione operavano diversi collaboratori, tra cui Ferdinando Perrotti, addetto alla gestione dei fornitori di stupefacenti, e Olindo Oppolo, figura chiave per la distribuzione nelle varie zone colpite dal fenomeno.

Le accuse sono rilevanti e gravose, con particolare attenzione alla disponibilità e all’uso di armi, nonché alla finalizzazione dell’attività criminale a favore della potente cosca Licciardi, parte integrante del cartello dell’Alleanza di Secondigliano.

Con la presentazione della richiesta di rinvio a giudizio, il procedimento entra in una fase decisiva. Durante l’udienza del 24 novembre, le difese degli indagati avranno l’opportunità di confrontarsi con le prove presentate dal PM, le quali comprendono note informative e trascrizioni di ascolto. È fondamentale sottolineare che, essendo in fase di accusa, tutti gli indagati godono della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Tra gli indagati figurano nomi noti, come Antonietta Alfano, Francesco Avolio, e i fratelli Trambarulo, insieme a una serie di altri soggetti attivi nell’ambito del narcotraffico.

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