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Taverna del Re, Arpac: primo dato 2,4 pg/Nm3 I-TEQ. Quali misure attivare subito per tutelare scuole e campetti

Il primo ciclo di monitoraggio ARPAC (7-8 settembre) rileva 2,4 pg/Nm3 I-TEQ per diossine/furani/PCB diossina‑simili nell'aria. Monitoraggi e coordinamento istituzionale sono in corso: ecco le misure operative da attivare subito per proteggere scuole, impianti sportivi e…

Taverna del Re, Arpac: primo dato 2,4 pg/Nm3 I-TEQ. Quali misure attivare subito per tutelare scuole e campetti

L’incendio nello sito di stoccaggio delle ecoballe a Taverna del Re (Giugliano) del 6 settembre ha reso necessaria una risposta coordinata delle autorità e un monitoraggio ambientale serrato. ARPAC, nel comunicato pubblicato il 9/9/2026, ha reso noto il primo ciclo di campionamenti effettuati il 7-8 settembre: la sommatoria di diossine/furani/PCB diossina‑simili nell’aria è risultata pari a 2,4 pg/Nm3 I‑TEQ, valore significativamente superiore al valore di riferimento indicato dall’Agenzia (0,15 pg/Nm3 I‑TEQ). ARPAC conferma che il monitoraggio prosegue e che saranno pubblicati ulteriori risultati non appena disponibili.

Sul fronte istituzionale, Regione Campania, Prefettura, ASL e Vigili del Fuoco si sono già attivati: la Prefettura ha convocato il Centro di Coordinamento Soccorsi e sono state costituite équipe tecniche, mentre i sindaci locali hanno emesso misure precauzionali, in particolare lo stop temporaneo alla raccolta di prodotti agricoli nelle zone interessate. Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento.

È importante chiarire un punto pratico: alla data delle verifiche non risultano ordinanze o comunicati ufficiali che impongano la chiusura generalizzata delle scuole o il divieto esplicito alle attività sportive all’aperto legati esclusivamente a questo evento. Qualsiasi decisione sulle scuole e sugli eventi sportivi resta di competenza comunale e prefettizia, in coordinamento con ASL e ARPAC, e dovrà seguire gli esiti dei monitoraggi in corso.

Detto questo, l’elevazione del dato ARPAC richiede misure operative immediate e ragionate per ridurre eventuali esposizioni, soprattutto nei luoghi frequentati da bambini e ragazzi. Di seguito le azioni prioritarie che dovrebbero essere attivate sin da ora, adattandole alle informazioni che emergeranno dai prossimi rilievi:

  • Definire perimetri di attenzione: individuare e comunicare con trasparenza le zone intorno agli sfiati o all’area interessata dall’incendio da considerare a maggior attenzione, sulla base della modellistica dispersione atmosferica e dei rilievi puntuali.
  • Sospendere eventi non essenziali all’aperto: imporre la sospensione temporanea di allenamenti, manifestazioni amatoriali e tornei non urgenti nelle aree incluse nei perimetri di attenzione, fino a una valutazione tecnico‑scientifica aggiornata. Le decisioni operative dovrebbero essere prese dalla Prefettura o dal Comune in coordinamento con ASL/ARPAC per evitare frammentazione di provvedimenti locali.
  • Linee guida per le scuole: fornire indicazioni chiare ai dirigenti scolastici e alle famiglie — limitare temporaneamente le attività all’aperto nelle aree a rischio, posticipare gite e tornei per i più giovani nelle zone interessate e rafforzare le misure igienico‑sanitarie. Ribadiamo che, al momento, non esistono chiusure obbligatorie emanate specificamente per questo incendio.
  • Monitoraggi ambientali estesi: intensificare i campionamenti di aria, suolo e acque reflue nelle aree occupate da scuole e impianti sportivi; ripetere i campionamenti in tempi ravvicinati per valutare trend e ricostruire la dinamica della contaminazione.
  • Report tempestivi e trasparenti: garantire la pubblicazione rapida dei risultati di ARPAC e degli enti coinvolti con mappe aggiornate e indicazioni chiare sui limiti di riferimento utilizzati (ARPAC ha citato 0,15 pg/Nm3 I‑TEQ come valore di riferimento per il confronto).
  • Comunicazione ai cittadini: posizionare cartelli informativi nei campetti e nelle aree pubbliche interessate, attivare un numero dedicato per segnalazioni e richieste di chiarimento rivolto a scuole e società sportive, e inviare comunicazioni ufficiali alle famiglie con raccomandazioni pratiche.
  • Sorveglianza sanitaria mirata: istituire registri per monitorare eventuali sintomi tra studenti e atleti frequentatori delle aree sorvegliate, prevedere visite mediche laddove indicato e assicurare un canale diretto tra medici ASL e pediatri di base per segnalazioni tempestive.
  • Gestione dei tornei amatoriali: prevedere una gestione centralizzata di programmazione, eventuali cancellazioni o trasferimenti da parte della Prefettura o del Comune, in coordinamento con ASL/ARPAC, per evitare decisioni contrastanti a livello locale.

Queste misure vanno calibrate in rapporto ai risultati dei monitoraggi successivi: se i valori di diossine e congeneri dovessero rimanere significativamente superiori ai riferimenti, andranno adottate misure più restrittive e permanenti per le aree interessate. Allo stesso tempo, è essenziale evitare allarmismi: la risposta deve essere guidata dai dati e dalla collaborazione fra enti tecnici, amministrazioni locali, scuole e associazioni sportive.

In sintesi: il primo campionamento ARPAC indica una concentrazione superiore al riferimento noto, le autorità si sono attivate e servono ora provvedimenti operativi rapidi e coordinati — perimetri di attenzione, sospensione temporanea delle attività non essenziali all’aperto nelle aree a rischio, potenziamento dei monitoraggi e comunicazione chiara alle famiglie — in modo da proteggere i più vulnerabili senza generare confusione o misure incongrue. ARPAC ha annunciato che pubblicherà ulteriori esiti dei rilievi non appena disponibili; le decisioni su scuole e impianti sportivi dovranno seguire quei dati.

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