Napoli – La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo per Salvatore Ferraiuolo, il 58enne accusato dell’omicidio della ex compagna Anna Scala avvenuto il 17 agosto 2023 a Piano di Sorrento. La decisione ha respinto le argomentazioni presentate dalla difesa, accogliendo integralmente la richiesta della Procura generale.
Il delitto in un contesto di violenza
Anna Scala, 56 anni, estetista originaria di Vico Equense, fu aggredita mentre si recava al lavoro. Ferraiuolo, secondo l’accusa, l’aveva seguita e attesa per oltre un’ora, colpendola ripetutamente in un garage con un coltello da cucina, infliggendole almeno 17 coltellate.
Dopo l’aggressione, tente di nascondere il corpo nel bagagliaio della Citroen C3 della vittima prima di fuggire a bordo di uno scooter. I vicini allarmarono le autorità che lo rintracciarono pochi giorni dopo; Ferraiuolo confessò il crimine.
Una relazione segnata da abusi
La storia tra Anna e Salvatore era durata quindici anni, ma si era interrotta un anno prima dell’omicidio a causa della violenza dell’uomo. Una particolare aggressione a casa di un’amica segnò la rottura definitiva: Anna riportò escoriazioni e la frattura di alcuni denti. Da allora, aveva ripreso a vivere con la madre, ma le sue persecuzioni non si erano fermate.
In un episodio avvenuto il 24 luglio 2023, Ferraiuolo si presentò in uno stabilimento balneare, la aggredì in pubblico e danneggiò la sua auto. Nonostante la denuncia ai carabinieri, le minacce continuarono e Anna non si tirò indietro, presentando una seconda denuncia. Pochi giorni dopo, fu assassinata.
Il processo di primo grado
Il primo processo si svolse a Napoli, con la Procura di Torre Annunziata che richiese la pena massima. Il 10 giugno 2025, i giudici condannarono Ferraiuolo, riconoscendo diverse aggravanti, tra cui la crudeltà. Durante il processo, l’imputato modificò più volte la sua versione degli eventi.
Alla lettura della sentenza, Maria Svato, figlia della vittima, esprimeva emozione, dichiarando che, sebbene nulla potesse restituire sua madre, “lui ha avuto la condanna che merita”. Ferraiuolo, durante l’udienza, si mostrò impassibile.
Appello e difesa
In appello, la Procura ha confermato la richiesta di mantenere l’ergastolo. La difesa ha tentato di ribaltare le accuse, sostenendo che l’omicidio fosse avvenuto in un contesto di provocazione. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto le prove della procura chiaramente indicative di un delitto premeditato.
Durante una delle udienze, Ferraiuolo si scusò con i familiari della vittima, mentre il Comune di Piano di Sorrento si costituì parte civile.
Reazioni alla sentenza
Dopo la sentenza d’appello, Maria Svato ha scelto di rimanere in silenzio. Il suo avvocato, Salvatore Esposito, si è dichiarato soddisfatto per la conferma della condanna, evidenziando la serietà del caso e ribadendo la mancanza di pentimento da parte dell’imputato. “La certezza della pena e della verità è stata riaffermata”, ha concluso Esposito.
