Un sistema di favori per l’immigrazione clandestina è stato smascherato tra Salerno e Napoli, con misure cautelari per 22 persone e accuse pesanti di associazione a delinquere. Tra gli arrestati spiccano nomi noti, come l’avvocato Gerardo Cembalo e sua moglie, da tempo nel mirino degli inquirenti.
La procura di Salerno ha avviato un’indagine che coinvolge diverse province italiane, da Napoli a Roma, fino a Savona. Secondo quanto emerge, il gruppo avrebbe trasformato il decreto flussi in un mercato nero: per ogni passaporto richiesto era prevista una tariffa che poteva arrivare fino a 7.000 euro, con un acconto iniziale di 1.000 euro necessario per avviare le pratiche. “Abbiamo sentito e visto un gran movimento intorno a quei nomi”, racconta un abitante della zona. “Era chiaro che qualcosa non andava”.
I dettagli dell’operazione, condotta congiuntamente da carabinieri e finanzieri, rivelano una rete ben organizzata, con collegamenti tra Italia e Marocco. Nel paese africano, Cembalo sarebbe stato coinvolto in attività di reclutamento, attraverso un secondo studio legale. Qui, le pratiche di immigrazione venivano messe a punto, con documenti e denaro raccolti da cittadini interessati a trasferirsi in Italia.
La vicenda segna una nuova evoluzione dell’inchiesta “Click day”, già nota per la sua gravità ma che, secondo l’accusa, ora si rivela molto più complessa. Il meccanismo fraudolento non solo prevedeva pratiche false, ma anche la creazione di aziende fittizie pronte a fungere da datori di lavoro per gli immigrati, amplificando così la portata degli illeciti. “Non bastava raccogliere documenti, bisognava anche nascondere il tutto in bilanci alterati”, spiegano gli investigatori.
Le conseguenze per il quartiere e per le attività legate all’immigrazione risultano già evidenti. La comunità ora vive una situazione di crescente ansia e incertezza, con molti cittadini che si interrogano sulla sicurezza e sulla trasparenza delle assunzioni in azienda. Questa storia non è soltanto una vicenda giudiziaria; tocca direttamente la vita di molte persone che cercano una via di fuga e di integrazione.
Intanto, la DDA continuerà a lavorare per ricostruire ogni dettaglio di questa intricata rete di affari, riservando un’attenzione particolare ai finanziamenti e ai collegamenti che si estendono oltre il Mar Mediterraneo. La domanda, ora, resta aperta: quanto è profonda la rete dell’immigrazione irregolare in Italia?
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