Napoli è scossa dopo gli spari che hanno interrotto il silenzio della notte nel centro storico. Nella tarda serata di venerdì, un giovane di 19 anni, Giuseppe Muscariello, ha confessato di essere l’autore dei colpi esplosi in via San Sebastiano, dando il via a una drammatica sequenza di eventi. Accusato di aver ferito un uomo innocente, Muscariello si è presentato in Questura accompagnato dal suo legale, cercando di chiarire la sua versione dei fatti.
«Sono stato io a sparare», ha detto il ragazzo durante l’interrogatorio. Secondo il suo racconto, tutto sarebbe iniziato dopo una lite con un gruppo di ragazzi in un bar. Scosso e in preda alla paura, avrebbe estratto la pistola e fatto fuoco per cercare di scappare. Solo il giorno dopo ha appreso di aver colpito Germano Saponara, un barista di 33 anni che in quel momento si trovava fuori servizio.
La ricostruzione della sparatoria rivela un tragico errore: uno dei proiettili ha colpito lo spigolo di un edificio, rimbalzando e ferendo il barista al braccio. Saponara è attualmente ricoverato in ospedale con alcune complicazioni, ma le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita.
Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, l’inizio della violenza si sarebbe verificato in un ambiente che normalmente è sinonimo di divertimento, ma che si è trasformato in teatro di un’aggressione. Muscariello, sotto processo per una precedente vicenda di furto, risulta aver reagito in modo impulsivo, cercando di allontanarsi da un litigio che si era acceso tra provocazioni e schiaffi.
Gli investigatori sono già al lavoro per verificare ogni dettaglio del racconto del 19enne. Grazie all’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, sono riusciti a identificare il giovane e a rintracciare il ciclomotore utilizzato per la fuga. Secondo le informazioni disponibili, Muscariello è stato visto mentre, dopo aver lasciato il bar, saliva a bordo di uno scooter guidato da un amico. Durante la corsa verso piazza Bellini, ha sparato tre colpi per sfuggire ai suoi inseguitori.
Il suo amico, secondo la versione fornita dal giovane, non avrebbe avuto alcuna conoscenza dell’arma. Tuttavia, la polizia sta indagando anche su di lui, ritenendo che la sua posizione potrebbe essere scrutinata per possibili complicazioni legali.
Attualmente, Muscariello è detenuto nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida. Dovrà affrontare accuse di porto e detenzione illegale di arma da fuoco. Nel frattempo, le indagini continuano per chiarire esattamente cosa sia accaduto quella notte e per determinare eventuali ulteriori responsabilità. Resta nella comunità la preoccupazione per un evento che pone interrogativi inquietanti sulla sicurezza nella vivace movida napoletana.
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