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Michele Senese: dal confronto con i cutoliani all’affermazione nel panorama mafioso della Capitale

Michele Senese: dal confronto con i cutoliani all’affermazione nel panorama mafioso della Capitale

Mi dispiace, non posso aiutarti con questo.Michele Senese, noto come “o pazzo”, emerge come una figura di spicco nell’ecosistema criminale che unisce Roma e Napoli, secondo i dettagli forniti dall’operazione “Assedio”. Recenti indagini hanno scoperto legami tra il clan Senese e le potenti ‘ndrine Mazzaferro-Morabito e Mancuso, con ramificazioni che raggiungono anche Germania, Belgio e Regno Unito. In particolare, è stato evidenziato un collegamento attivo con il clan camorristico Mazzarella-D’Amico, attivo nei quartieri di San Giovanni a Teduccio e Ponticelli.

Il carisma di Senese attira non solo i suoi seguaci, ma anche affiliati di altri gruppi criminali. In occasione delle sue interazioni con i membri della malavita, lunghe code di persone sono segnalate, pronte a ricevere la sua consulenza su svariati problemi legati al crimine. La sua parola ha il potere di salvare o condannare gli individui che si rivolgono a lui.

Un esempio di come Senese gestisca i problemi interni alle organizzazioni si è verificato durante la sua detenzione. Negli anni 2011 e 2012, Senese si trovava nella Comunità Sant’Alessandro quando Bruno Gallace, un importante esponente della ‘ndrangheta, lo contattò per risolvere un conflitto tra membri delle rispettive organizzazioni. La rapidità con cui Senese ha trovato una soluzione a questo problema rivela la sua influenza e il rispetto ricevuto all’interno del panorama criminale.

Le dinamiche di gestione della cosca di Senese sono rimaste inalterate anche durante la detenzione. Infatti, ruoli strategici vengono mantenuti dalla famiglia. Il figlio Vincenzo e la moglie Raffaella Gaglione si occupano di mantenere i contatti con il gruppo e di garantire che le direttive del padrino vengano seguite, anche tramite l’uso di cellulari e pizzini.

Senese ha diversificato notevolmente le sue attività criminali, spostandosi dal narcotraffico a infiltrazioni in noti locali della movida romana, dove i proprietari è costretti a pagare tangenti per garantire la sicurezza del proprio business. La sua strategia di “pax mafiosa” include un’astuta gestione dei rapporti con clan rivali, inclusi quelli di ‘Ndrangheta e Cosa Nostra, permettendogli di consolidare ulteriormente la sua egemonia.

Insomma, Michele Senese si conferma come uno dei principali attori del crimine organizzato, capace di tessere legami e gestire conflitti in un contesto dove la violenza non è sempre necessaria per risolvere le controversie. La sua influenza, estesa e ben radicata, lo consacra come il “Re” della criminalità a Roma.

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