Morte del piccolo Domenico, rinviato l’incidente probatorio sul caso
I tempi si allungano per l’inchiesta sulla tragica morte di Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo scomparso a seguito di un trapianto di cuore andato storto presso l’ospedale Monaldi di Napoli. La comunità è in attesa di risposte chiare mentre il giudice Mariano Sorrentino deve decidere sulla richiesta di prolungamento per il deposito della relazione dell’incidente probatorio.
La scadenza, fissata inizialmente a 120 giorni, potrebbe arrivare fino a 150 per permettere un’analisi più approfondita sul cuore, giunto congelato da Bolzano, e sulla documentazione fondamentale proveniente dal Centro Nazionale Trapianti. Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, questi nuovi accertamenti sono considerati cruciali per una comprensione dettagliata della vicenda.
Ulteriori complicazioni riguardano il confronto tra l’ospedale e la famiglia Caliendo-Mercolino. Originariamente previsto, è stato rinviato al 20 luglio su richiesta della struttura sanitaria, lasciando i genitori nell’incertezza. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha presentato documenti recentemente acquisiti, tra cui informazioni su un secondo cuore disponibile da Bologna e la temporanea esclusione del piccolo dalla lista di attesa per il trapianto.
“Abbiamo sempre cercato di ottenere giustizia per Domenico e speriamo che questi nuovi accertamenti possano finalmente fare chiarezza”, commenta un familiare. La questione solleva interrogativi su procedure e operazioni legate ai trapianti, un tema delicato e di grande importanza anche per la comunità napoletana.
Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi di questa dolorosa vicenda, col rischio che si allarghi il dibattito pubblico su sicurezza e trasparenza nel sistema sanitario. La domanda che aleggia tra i cittadini è: cosa accadrà nei prossimi sviluppi?

