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Napoli, il Consiglio di Stato sancisce regole per il riposo dei residenti in vico Quercia

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Il Consiglio di Stato respinge il ricorso dei locali di vico Quercia, rafforzando le ordinanze comunali contro il disturbo notturno nel Centro Storico.

Il cuore di Napoli si schianta contro il rumore della movida. Una battaglia che sembrava destinata a non finire mai ha preso una piega favorevole per i residenti di vico Quercia, dove il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di alcuni locali, dando ragione agli abitanti esasperati dagli schiamazzi notturni.

La questione era già emersa precedentemente, con il Tar Campania che aveva costretto l’amministrazione comunale a agire. I residenti, infastiditi dal caos generato da assembramenti e da un continuo andirivieni di persone, avevano invocato un intervento decisivo, e così è stato. Il Comune ha, infatti, introdotto due ordinanze che limitano la vendita di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22 alle 6, cercando di riportare un po’ di serenità nel tessuto sociale della zona.

“Questa situazione era diventata insostenibile per chi abita qui. Finalmente, le istituzioni hanno ascoltato le nostre richieste,” racconta un residente, visibilmente sollevato. Ma nonostante l’amministrazione non abbia impugnato la decisione del Tar, gli esercenti non si sono fermati e hanno cercato giustizia al Consiglio di Stato. Tuttavia, la risposta è stata chiara: l’adozione delle ordinanze ha reso superfluo il loro ricorso.

La sentenza rappresenta un passo significativo nel delicato equilibrio tra le attività commerciali e il diritto al riposo dei cittadini. Stando a quanto si apprende, il Consiglio di Stato ha sottolineato che le amministrazioni locali devono garantire la qualità della vita, divenendo attori attivi quando i livelli di rumore superano la soglia di tollerabilità.

Intanto, nel quartiere, i residenti sperano che queste misure possano portare a una ritrovata tranquillità, ma la domanda rimane: basteranno davvero a riportare la calma in un’area tanto ambita e frequentata? Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa nuova regolamentazione potrà scongiurare il ritorno del caos.