La notte scorsa, il rione Sanità di Napoli è diventato teatro di un’operazione dei Carabinieri che ha scosso il quartiere. La luce dei lampeggianti ha illuminato il civico 108 di via Sanità, dove due giovanissimi, un 18enne e un 16enne, si sono ritrovati alla mercé della giustizia. «Non avevano idea di cosa stesse accadendo quando siamo entrati», racconta un carabiniere, messo in allerta da segnalazioni di spaccio nella zona.
All’interno dell’appartamento, il bottino è stato immediato: 50 involucri di hashish per un totale di 120 grammi, un bilancino di precisione e un coltellino intriso di sostanze stupefacenti. Tutto il necessario per far scattare l’accusa di detenzione a fini di spaccio. La situazione si è fatta tesa rapidamente, mentre i due ragazzi venivano ammanettati; il più grande è stato trasferito ai domiciliari in attesa di un processo, mentre il minorenne è stato denunciato alla Procura.
Questo raid non è un caso isolato. Da tempo, Napoli è alle prese con un preoccupante aumento di arresti di spacciatori incensurati, molti di loro minorenni o appena maggiorenni. Solo quest’anno, più di 40 giovani sono stati fermati per reati simili, un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. I clan camorristici, come i Mazzarella e i Contini, si stanno adattando, reclutando ragazzi «puliti» per eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Perché questa giovanizzazione del fenomeno? «La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 35%», avverte il criminologo Alessandro Dal Lago. I ragazzi, privi di alternative vere, trovano nella camorra una via d’uscita, e il rischio di una spirale di violenza è sempre più concreto. La situazione è allarmante, e mentre le sirene dei carabinieri risuonano, i cittadini si domandano: cosa ne sarà del futuro dei nostri giovani?


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