Napoli Servizi ha licenziato quattro addetti alle pulizie impiegati nel dormitorio pubblico di via De Blasiis per presunte attestazioni false delle presenze, realizzate mediante lo scambio di badge. I fatti risalgono al 2024 e, nei giorni scorsi, una prima pronuncia del giudice del lavoro ha respinto il ricorso presentato da uno dei lavoratori, ritenendo compromesso il rapporto fiduciario con l’azienda e condannando quest’ultimo al pagamento delle spese legali.
La vicenda è nata da una segnalazione arrivata alla direzione dell’azienda partecipata dal Comune di Napoli, fatta dal consigliere Francesco Emilio Borrelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Da quel movimento di informazione è scattata una verifica interna che ha portato al licenziamento dei quattro dipendenti. Contemporaneamente resta aperta un’indagine della Procura di Napoli sulle presunte irregolarità, con la magistratura che sta valutando i profili di responsabilità e gli elementi acquisiti finora.
“Avevamo segnalato una situazione che meritava di essere approfondita e verificata. La prima pronuncia del giudice del lavoro rappresenta un passaggio importante che conferma la gravità dei fatti, ma sarà necessario attendere anche gli sviluppi dell’inchiesta della Procura per avere un quadro completo delle responsabilità”, ha detto Francesco Emilio Borrelli.
“Serve il massimo rigore contro i cosiddetti furbetti del cartellino che non solo danneggiano l’azienda per cui lavorano e sottraggono soldi alla comunità, ma ledono gravemente anche l’immagine dell’amministrazione comunale. Chi lavora correttamente non deve essere penalizzato da chi, eventualmente, cerca di aggirare le regole. Le società partecipate devono garantire trasparenza, controlli rigorosi e servizi efficienti, soprattutto quando si tratta di strutture pubbliche destinate all’accoglienza delle persone più fragili”, ha aggiunto il deputato ecologista, rilanciando l’importanza della vigilanza sui presìdi di assistenza pubblica.
La vicenda rimane dunque in una fase iniziale del percorso giudiziario e investigativo. Da un lato c’è la decisione del giudice del lavoro che ha confermato la perdita di fiducia nei confronti del dipendente e la relativa condanna alle spese legali; dall’altro, l’indagine della Procura che continua a esaminare la dinamica delle presenze e le eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti. Nel frattempo, Napoli Servizi è chiamata a rafforzare i controlli interni per garantire trasparenza e affidabilità in servizi pubblici rivolti alle persone più fragili.
