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Camorra a Pianura: monolocale-bunker blindato in via Torricelli; residenti scrivono lettere a Gratteri

Camorra a Pianura: monolocale-bunker blindato in via Torricelli; residenti scrivono lettere a Gratteri

Napoli-Pianura, baby boss e una rete logistica blindata: 28 arresti e un latitante nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Rosaria Dello Stritto. L’inchiesta dipinge Mattia Perfetto come la figura di vertice di un’organizzazione criminale capace di imporre la propria presenza non solo nel quartiere, grazie a un sistema ben oliato di appartamenti, prostitute e canali di approvvigionamento.

L’indagine evidenzia che il gruppo non operava isolatamente ma godiva di una struttura organizzativa ben definita, supportata da risorse umane e logistiche significative. Secondo i collaboratori di giustizia e ai riscontri investigativi, Perfetto avrebbe mantenuto strette alleanze con esponenti della Vanella Grassi, in particolare con una fazione nota come Casa dei Puffi. Questo collegamento permetteva un flusso costante di stupefacenti utile a mantenere in piedi una vasta piazza di spaccio a Pianura, riuscendo così a resistere alle micce dei clan rivali.

Il cuore della rete sarebbe custodito in un edificio di Napoli, all’isolato D della via Evangelista Torricelli, dove risiede lo stesso Perfetto. Tuttavia, l’apparato logistico vero e proprio sarebbe concentrato in un piccolo alloggio al piano terra, di circa quindici metri quadrati, dotato di bagno, cucina e due letti. Un ambiente concepito come una vera e propria fortificazione: l’ingresso è protetto da una porta di ferro massiccio, la finestra è schermata da grate robuste e da un pannello metallico che può essere chiuso dall’interno per sigillare lo spazio.

La gestione operativa della piazza di spaccio, come emerso dalle intercettazioni, si svolge su turni precisi: tre periodi di otto ore ciascuno, coprendo l’intera giornata senza soluzione di continuità. La retribuzione ai soggetti impiegati nella rete è di circa mille cento euro a settimana, importo che prescinde eventuali doppi turni o prestazioni aggiuntive.

La documentazione raccolta dall’inchiesta descrive una catena logistica articolata: dentro e fuori dal bunker si parla di tipologie di droga, margini di guadagno e prezzi di cessione, offrendo un catalogo ampio che va dall’uso ricreativo a strumenti di controllo della clientela. Il quadro emerso lascia intravedere una gestione capillare della merce, con una cura meticolosa della divisione del lavoro e della continuità operativa, anche in presenza di minacce da parte di rivali.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l’organigramma delineato dai fascicoli investigativi colloca Perfetto al vertice della rete, con una struttura gerarchica che prevede figure di riferimento e operatori sul territorio. Il contesto, caratterizzato da contatti con altri gruppi della città, testimonia una rete capace di estendere la propria influenza oltre i confini di Pianura, grazie a una logistica che si fonda su bacini di approvvigionamento consolidati e su una modalità di gestione che privilegia la presenza continua sul territorio.

Le indagini proseguono per chiarire alcuni aspetti ancora da accertare e per definire l’esatta dinamica di alcuni episodi contestati. Restano da verificare i dettagli di alcuni episodi investigativi e le possibili responsabilità di ulteriori soggetti coinvolti. L’autorità giudiziaria ha già disposto misure cautelari nei confronti di numerosi indagati, e la ricostruzione del quadro complessivo continuerà a essere al centro degli sviluppi nelle prossime settimane.Pianura, smantellato un clan: gerarchia definita tra capi, contabili e venditori lungo la piazza di via Torricelli

Un blitz condotto tre giorni fa nel quartiere Pianura ha messo in luce una rete criminale capace di controllare il territorio grazie a una struttura gerarchica ben definita. L’organizzazione operava principalmente nello spaccio, gestendo i flussi di denaro e le consegne tra le diverse figure della rete.

Alla guida c’era un capo che coordinava le attività, affiancato da un gruppo di coadiuvanti e da una divisione contabile incaricata di tenere i turni, la contabilità e i contatti con i gestori delle piazze. Tra questi coadiuvanti figura Mario Fiscarelli, latitante al momento, insieme a Massimiliano Costagliola, Giovanni Bellofiore, Andrea Ilaria, Alessio Esposito, Vincenzo Pesce e Luca Schioppa. Il loro compito spaziava dal supporto logistico alla gestione della consegna della droga ai punti vendita mobili.

Gli esecutori materiali della rete, invece, erano Giuseppe Pisa, Francesco Cardillo, Vanda Maria Dos Santos Lopes, Antonio Scagliola, Giuseppe Balzano e Marco Uccello. L’individuazione dei ruoli evidenzia come la vendita al dettaglio e le operazioni di consegna ai clienti avvenissero soprattutto presso la piazza di spaccio di via Torricelli. Tra questi, Antonio Scagliola ha visto la sua posizione all’interno del gruppo cristallizzarsi il 7 luglio 2025, data in cui è stato estromesso per proseguire l’attività in autonomia.

Il periodo di controllo del clan ha lasciato una traccia di terrore nel quartiere, alimentato dalla rivalità con gruppi concorrenti e da una presenza costante, talvolta imposizionale, sul territorio. Le misteriose lettere anonime giunte alla Procura hanno descritto con grande precisione dinamiche e luoghi dello spaccio, rispecchiando in più occasioni quanto emergerebbe dall’indagine in corso. La percezione di insicurezza ha trovato riscontro anche in altre evidenze investigative, che hanno ricostruito un sistema di intimidazione mirato a mantenere salda la morsa su Pianura.

In chiusura, i residenti di via Torricelli hanno lanciato un appello chiaro alle autorità: sia la magistratura sia le forze dell’ordine sono chiamate a restituire la legalità a un quartiere che si sente minacciato dalla presenza del clan. Le verifiche proseguono per definire responsabilità e intrecci interni, con ulteriori sviluppi attesi sul fronte delle indagini e sull’esito del blitz che ha scosso l’intero territorio.

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