Cronaca di Napoli
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Piazza Mercato torna a vivere con La Notte della Tammorra: un viaggio tra tradizione e nuove generazioni a Napoli

Piazza Mercato torna a vivere con La Notte della Tammorra: un viaggio tra tradizione e nuove generazioni a Napoli

**La Notte della Tammorra: Tradizione e Innovazione si Incontrano a Piazza Mercato**

Piazza Mercato ha ospitato per due giorni un vibrante festival dedicato alla cultura popolare, con la XXIV edizione de “La Notte della Tammorra” che ha registrato oltre diecimila presenze. La manifestazione ha saputo unire canti, danze e tammurriate, riscoprendo una parte fondamentale della memoria culturale della Campania. Questa edizione ha superato l’idea di mera conservazione, trasformando la tradizione in un fenomeno vivo e interattivo.

L’evento, promosso dalla Fondazione Il Canto di Virgilio e facente parte del progetto “Napoli Città della Musica”, ha visto la partecipazione di artisti provenienti da generazioni e sensibilità diverse. Concerti, laboratori di percussioni e occasioni didattiche hanno offerto un panorama variegato che ha dimostrato come la tradizione possa rimanere attuale.

**Un Omaggio a Roberto De Simone**

Un elemento significativo di quest’edizione è stato il ricordo di Roberto De Simone, prestigioso compositore e studioso della musica popolare, recentemente scomparso. Il direttore artistico Carlo Faiello ha dedicato alla sua memoria il cuore dell’intero evento, sottolineando l’impatto duraturo che De Simone ha avuto nella riscoperta e reinterpretazione delle tradizioni musicali campane.

La sua opera “La Gatta Cenerentola” rappresenta uno dei punti di riferimento di questo percorso culturale. Non meno importante è stata la sua influenza su una serie di artisti che, come Faiello, hanno avuto la fortuna di collaborare con lui, tra cui Eugenio Bennato e Lina Sastri, che ha rappresentato uno dei momenti più toccanti della manifestazione.

**Lina Sastri: Un Ritorno al Passato**

La presenza di Lina Sastri a Piazza Mercato ha assunto un significato particolare. Qui, oltre cinquant’anni fa, debuttò nell’opera “Masaniello”, grazie a un brano scritto per lei da De Simone. Il suo ritorno ha creato un ponte tra il suo passato e il presente, ricollegando due epoche della cultura napoletana e dimostrando come certi luoghi siano archivi viventi di storie e memorie.

**Le Nuove Voci della Tradizione**

Sul palco si sono succeduti anche volti nuove dell musica folk: Irene Scarpato, Simona Boo, Lavinia Mancusi, Denise Di Maria e Margherita Abita, affiancate dalla band Ars Nova Napoli. Queste artisti incarnano uno dei temi centrali del festival: l’interazione tra tradizione e modernità. Le tammurriate e i canti antichi hanno trovato così una nuova espressione, dialogando con il linguaggio contemporaneo.

Le tradizioni non si sono fermate, accogliendo anche formazioni storiche come la Paranza di Giugliano, oltre a esibirsi anche con le tarantelle di Montemarano. “La Notte della Tammorra” si è così configurata come un viaggio musicale in cui passato e presente si intrecciano, riscoprendo le radici culturali di Napoli in un universo di suoni sempre vivo e in evoluzione.La XXIV edizione della Notte della Tammorra ha avuto luogo a Napoli, creando un ponte tra tradizione e modernità. L’evento, tenutosi in Piazza Mercato, ha visto la partecipazione di artisti di spicco e nuove generazioni, unendo diverse espressioni musicali nel segno della cultura locale.

Tra i protagonisti, Enzo Gragnaniello, Maurizio Capone e Tony Esposito, tutti legati a un territorio ricco di storia e musicalità. Questa manifestazione non ha cercato di fossilizzare la tradizione, ma di reinterpretarla, presentandola come una forma viva e dinamica.

L’interesse principale della Notte della Tammorra risiede nell’approccio innovativo: non si è trattato solo di celebrare il passato, ma di dar vita a un laboratorio culturale dove il folk può dialogare con nuove correnti artistiche. Così, la piazza si è trasformata in un crocevia di memorie e attualità, dimostrando che la cultura popolare può e deve rimanere pertinente e viva nel contesto contemporaneo.

Per due serate, tamburi e melodie hanno restituito alla piazza il suo originale spirito comunitario, facendosi portavoce di una storia che si evolve e si rinnova. In questo modo, l’evento ha ribadito il valore di Napoli come luogo di incontro e narrazione collettiva, dove la tradizione continua a ballare e a farsi ascoltare.

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