A Castellammare di Stabia, la gestione dei rifiuti urbani si configura non solo come un’emergenza di decoro, ma si trasforma in un embrago legale e burocratico. Il contratto da circa 60 milioni di euro, firmato nel 2023 con Velia Ambiente s.r.l., dimostra già evidenti segni di fragilità. Non basta il malcontento dei cittadini, ma anche la documentazione ufficiale del Settore Ambiente del Comune fa emergere le criticità di un servizio atteso ma inadeguato.
Una nota risalente al 22 gennaio 2026, in risposta a un’interrogazione da parte del consigliere Maurizio Apuzzo, delinea il complesso contenzioso tra il Comune e la società di gestione. Nonostante gli intenti, il Comune ha dovuto far fronte a numerose inadempienze contrattuali, infliggendo sanzioni pesanti a Velia Ambiente.
Tra le problematiche più rilevanti ci sono:
– **Raccolta differenziata insufficiente**: Nonostante gli obiettivi di raccolta differenziata fissati al 56%, i risultati sono rimasti al di sotto delle aspettative, costringendo il Comune a comminare una multa di oltre 350.000 euro.
– **Assenza di sede legale**: Velia Ambiente ha mostrato la volontà di ristrutturare un edificio comunale per utilizzare come sede, ma la proposta non ha trovato consensi tra i membri della Giunta. Ciò ha portato a sanzioni quotidiane, accumulando un importo totale di circa 130.000 euro.
– **Flotta di automezzi inadeguata**: Sanzioni sono state imposte per la mancanza di mezzi idonei e per scarsa pulizia degli arenili. Solo tra ottobre e dicembre 2025 i controlli hanno segnalato un tentativo di recupero.
Tuttavia, queste azioni sanzionatorie non hanno portato a una reale risoluzione delle problematiche in essere. Velia Ambiente ha replicato impugnando le sanzioni in tribunale, trasformando l’appalto in una questione aperta nelle aule della giustizia partenopea.
### Le ombre sul futuro della gestione
La vera sfida si gioca ora sul futuro della gestione dei rifiuti. Le segnalazioni e le denunce politiche dei Democratici e Progressisti sollevano serie preoccupazioni sulle scelte programmatiche che potrebbero influenzare la città. Le evidenze tecniche fornite dal RUP e dall’Assessore all’Ambiente evidenziano omissioni durante la gestione straordinaria a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio Comunale nel 2022.
Un aspetto critico riguarda l’opportunità persa nel 2023 e 2024 per ridefinire la governance dei rifiuti. Con la legge regionale che proponeva ai Comuni di autogestirsi, Castellammare poteva, sotto la guida di un comune capofila, condurre un nuovo bando per la gestione dei rifiuti. Le sollecitazioni dell’allora Dirigente dell’Ambiente, tra cui una mail inviata nel febbraio 2024, risultano inascoltate.
La gestione dei rifiuti, quindi, non è solo un problema pratico, ma un tema che chiama in causa responsabilità politiche e amministrative e un futuro che necessita di scelte decisionali chiare e decise.### Castellammare di Stabia: il dibattito su appalto per la gestione dei rifiuti si intensifica
A Castellammare di Stabia, le scelte amministrative riguardanti la gestione dei rifiuti stanno suscitando nuove polemiche. Dopo la decisione dell’Ente d’Ambito (EDA Napoli 3) di accorpare Castellammare insieme a Torre Annunziata e Vico Equense all’interno di un nuovo Sistema di Ambito Distrettuale (SAD 2), le reazioni non si sono fatte attendere. Infatti, le due città vicine hanno avviato una causa legale contro la delibera, denunciando la disomogeneità del distretto e l’assenza di consultazione con l’Assemblea dei Sindaci.
Sebbene il TAR Campania abbia respinto i ricorsi nel 2025, affermando la legittimità dell’operato dell’EDA, Castellammare si trova ora in una posizione da spettatrice, senza un piano definito per il futuro del servizio di raccolta rifiuti.
### Massiccio appalto nella gestione rifiuti
Un aspetto critico di questa situazione è l’adesione “tacita” al modello di gestione proposto dal EDA, che non solo è avvenuta senza un dibattito pubblico, ma ha anche portato a una significativa gara d’appalto del valore di 131 milioni di euro. Questa gara riguarda l’affidamento a un operatore privato per i servizi di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti nei prossimi otto anni.
I Democratici e Progressisti hanno espresso preoccupazione per questa scelta, definendola inaccettabile e avvertendo delle conseguenze negative che Castellammare potrebbe subire a causa della mancanza di un confronto pubblico su questioni così cruciali.
### Il grido d’allarme della politica
Il gruppo politico ha richiesto una serie di interventi immediati al Comune e alle autorità competenti. Tra le richieste, si evidenzia l’importanza di riaprire il dibattito pubblico e consiliare riguardo al modello di gestione della raccolta rifiuti, oltre a una verifica della trasparenza sui costi e sulla procedura di redazione del Piano Industriale da parte dell’EDA.
Con il contratto attuale in scadenza nel 2028, la necessità di una discussione aperta sulle alternative, come modelli di gestione pubblica o mista, diventa sempre più urgente.
La gestione dei rifiuti a Castellammare di Stabia si trova a un crocevia: da un lato, la necessità di affrontare emergenze continue e sanzioni, dall’altro la possibilità di riprendere il controllo democratico su un servizio essenziale per la comunità. Le istituzioni cittadine sono chiamate a rispondere con prontezza e responsabilità a questa sfida.
