Il problema dell’ascensore della stazione Corso Vittorio Emanuele della Funicolare Centrale di Napoli continua a destare preoccupazione. Fuori servizio da inizio luglio 2026, l’impianto non è stato ancora riattivato, e agli utenti non è stata fornita alcuna indicazione su una possibile data di ripristino. La denuncia arriva dal deputato Francesco Emilio Borrelli (AVS), il quale ha sollevato la questione attraverso una segnalazione.
Questa vicenda mette in luce un tema ben più ampio: la funzionalità degli impianti di accesso per le persone con disabilità nel trasporto pubblico della città. Non si tratta di un episodio isolato: ANM ha già registrato altri ascensori non operativi sulla Linea 1, tra cui quelle delle fermate Montedonzelli e Frullone, dove l’azienda ha dovuto attivare un servizio taxi sostitutivo per gli utenti con difficoltà motorie.
La situazione appare simile anche sulle linee EAV, con diversi impianti di risalita fermi in varie località tra cui Montesanto, Piave e Volla nel corso del 2026. Questi fermi sono stati documentati in ufficiali avvisi, ma la loro durata e le cause sono state disparate.
Borrelli ha commentato con fermezza: «Non è accettabile che un ascensore di accesso a una stazione resti inattivo per mesi. Questo non è solo un disagio per chi riesce a usare le scale, ma per le persone in carrozzina o con serie difficoltà motorie la situazione diventa insostenibile». La segnalazione evidenzia un quadro paradossale, con genitori costretti a sollevare passeggini e persone disabili che rimangono escluse da semplici percorsi, mentre i cittadini continuano a versare biglietti e abbonamenti.
Il deputato ha richiesto a ANM di fornire dettagli riguardo il problema dell’impianto di Corso Vittorio Emanuele, evidenziando la necessità di chiarire gli interventi effettuati e la tempistica per il ripristino. «Non basta un cartello che informa che i lavori sono in corso. Dopo oltre due mesi, ci aspettiamo risposte tempestive» ha affermato, sottolineando che l’accessibilità deve essere considerata un diritto primario.
Borrelli ha, inoltre, sollecitato una verifica generale dello stato degli impianti di accessibilità, invitando a garantire una manutenzione adeguata e alternative praticabili per tutti. «Una città moderna non può pretendere che le persone con disabilità si adattino a infrastrutture inadeguate; devono essere i servizi pubblici a garantire l’accessibilità per tutti» ha concluso.
