Ritrovata fabbrica di armi clandestine: quattro persone fermate per modifica di pistole a salve
Un’operazione choc ha messo a nudo un vero e proprio laboratorio della morte tra Salerno e la Liguria. Nelle prime ore di giovedì, i Carabinieri hanno arrestato quattro individui accusati di alterazione e fabbricazione di armi clandestine, trasformando armi a salve in strumenti letali pronti a far fuoco, inondando le strade di proiettili.
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, la banda operava con un’organizzazione da vero e proprio “team aziendale”, manovrando ogni fase del processo con precisione chirurgica. Le pistole originali, innocue, venivano elaborate con maestria per consentire l’uso di munizioni vere, pronta per essere vendute sul mercato nero.
La figura centrale dell’organizzazione era un “armaiolo” che comprava le pistole a salve da negozi della zona e le trasformava, sostituendo le canne con componenti d’acciaio realizzati su misura. Un tornitore, titolare di un’officina meccanica, era responsabile della produzione di accessori come canne e silenziatori, seguendo le richieste specifiche dell’armaiolo. Due altri complici curavano le vendite e si occupavano del rifornimento di munizioni, mantenendo legami con pregiudicati noti per reati simili.
Durante le perquisizioni a tappeto, i Carabinieri hanno scoperto un arsenale clandestino degno di nota: due fucili monocanna e una pistola modificata sono state sequestrate, insieme a circa 2000 munizioni. Ma non solo: nel corso delle operazioni è emersa anche una rete di traffico di droga, portando all’arresto di altre tre persone sorprese con cocaina.
Nel quartiere, la paura si mischia alla sorpresa mentre i residenti commentano la vicenda: “Non ci si aspetta che possa succedere una cosa simile qui”, racconta un passante. “Ci vogliono più controlli”. Gli sviluppi di questa indagine continueranno a tenere alta l’attenzione del pubblico e delle forze dell’ordine. Resta ora da chiarire se ci sono altri membri coinvolti in questa inquietante operazione.

