Qualiano – Una rete di corruzione che trasformava l’isola ecologica del comune in una discarica abusiva è stata smantellata dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania. Tre dipendenti comunali sono stati sospesi dall’esercizio delle loro funzioni, un’azione che evidenzia un sistema illecito di pagamenti in contante a fronte di pratiche totalmente illegali.
L’indagine, avviata nel giugno del 2025, è scattata dopo la denuncia del sindaco di Qualiano. Era infatti emerso un fenomeno preoccupante: cittadini denunciavano richieste di tangenti per poter accedere gratuitamente al centro di raccolta. “Il servizio sarebbe dovuto essere completamente gratuito per i residenti”, ha sottolineato il primo cittadino, che ha deciso di non restare in silenzio di fronte a questa situazione.
Dall’analisi delle intercettazioni e delle indagini è emerso che i tre dipendenti, insieme ad altre tredici persone, avevano creato un sistema per permettere l’accesso all’impianto a privati e aziende senza alcuna autorizzazione. All’interno dell’isola ecologica venivano accettati ingenti carichi di rifiuti speciali, tra cui apparecchiature elettriche ed elettroniche e scarti vegetali, senza alcun rispetto delle normative ambientali.
I denuncianti, spesso spaventati, riferiscono che “ci sono stati casi in cui ci si sentiva costretti a pagare per evitare problemi”. Inoltre, gli indagati ignoravano deliberatamente le procedure di identificazione e registrazione, incassando somme di danaro in cambio della concessione di servizi illeciti.
La Procura, diretta dal Procuratore Domenico Airoma, sta ora indagando sui reati di corruzione, peculato e smaltimento illegale di rifiuti. Queste misure cautelari, emesse nella fase iniziale delle indagini, ricordano che i coinvolti sono presunti innocenti fino a un eventuale verdetto finale.
Il clima di allerta resta alto e nel quartiere cresce la preoccupazione per quanto accaduto. “La situazione è inaccettabile e dobbiamo vigilare affinché non si ripeta”, affermano alcuni residenti, mentre le indagini continuano a svelare dettagli inquietanti di un affare che ha messo a rischio la salute pubblica e l’ambiente.
Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda.
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