Napoli – La tragedia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto dopo un trapianto di cuore fallito, continua a far discussione. Recentemente, si è concluso l’accordo stragiudiziale tra la famiglia di Domenico e l’ospedale Monaldi, ma la ricerca di giustizia è appena all’inizio.
Patrizia Mercolino, madre del piccolo, ha ribadito con forza che il risarcimento economico non deve essere confuso con la verità giudiziaria. “Volevo chiarire una cosa: il processo penale contro i dottori che inizierà a settembre è una cosa, il processo civile contro il Monaldi è un’altra,” ha scritto sui suoi profili social. Questo intervento è stato motivato da un certo malinteso che circola tra i cittadini, dove molti hanno interpretato la chiusura dell’accordo come una resa della famiglia.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione iniziale, la madre ha sottolineato come l’accordo stragiudiziale fosse necessario per evitare un processo civile lungo e doloroso. “Con il nostro avvocato continueremo a batterci affinché la verità sia sancita da un giudice,” ha aggiunto, facendo intendere che la lotta per ottenere giustizia è tutt’altro che conclusa.
L’avvocato della famiglia, Petruzzi, ha confermato la posizione della famiglia, escludendo qualsiasi possibilità di rinuncia al dibattimento penale. “Non ci sarà alcuna clausola nell’accordo stragiudiziale che possa escludere la nostra costituzione di parte civile nel procedimento penale,” ha affermato, rassicurando i cittadini sull’intento della famiglia di perseguire le responsabilità.
Con la questione civile risolta, l’attenzione ora è rivolta al processo che avrà inizio a settembre. Quella data segnerà un momento cruciale per capire se vi siano state colpe da parte dei medici coinvolti nella vicenda che ha portato alla morte del piccolo Domenico. La domanda, ora, resta aperta: sarà finalmente fatta giustizia?