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Castellammare, password in mano ai clan: un caso di burocrazia deviata

Di La Redazione24 Luglio 2026 - 08:322 ore fa 3 min di lettura
Castellammare, password in mano ai clan: un caso di burocrazia deviata

Castellammare di Stabia – Un’inchiesta scottante ha svelato un’inefficienza inquietante nel cuore burocratico della città. Gli ispettori antimafia hanno messo in luce un sistema preoccupante all’interno del comune, dove la gestione digitale è diventata terreno fertile per l’anarchia amministrativa. Ecco ciò che hanno scoperto.

Le password e le credenziali d’accesso alla piattaforma “Civilia” venivano trattate come oggetti di uso quotidiano, distribuite liberamente come se fossero caramelle. Questo ha portato a un grave problema di responsabilità, in cui le funzioni cruciali per la gestione del comune sono state delegate a chiunque avesse accesso, senza alcun controllo. La testimonianza di un dirigente è sconcertante: “Ero solito fornire il codice OTP di firma alla mia segretaria perché non potevo stare sempre davanti al computer.” Affermazione che mette in discussione il valore legale di molti atti amministrativi.

Secondo quanto riportato dalla fonte originale della notizia, la situazione era insostenibile. I dirigenti, pressati da un continuo stato di “sotto-organico”, annotavano le loro credenziali su fogli appiccicati ai monitor, favorendo così il caos burocratico. Impiegati e stagisti, privi della necessaria formazione, si trovavano a prendere decisioni rilevanti sotto l’identità digitale di superiori.

Ma questo non è tutto. L’assenza di filtri fisici negli uffici comunali ha ulteriormente amplificato il problema. Nessun controllo sugli accessi, nessun registro dei visitatori. Professionisti privati e, in alcuni casi, persino esponenti della camorra potevano entrare liberamente, accedendo a documentazione riservata. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona,” dicono alcuni residenti, preoccupati per la vulnerabilità del sistema.

Un caso emblematico emerge da questa nebulosa situazione: il geometra Angelo Schettino, sospeso dall’Ordine da oltre quattordici mesi ma ancora attivo nei meandri degli uffici. La sua sospensione, ufficialmente comunicata al comune, è finita in un limbo digitale, mai realmente presa in carico dai vertici competenti. Questo ha permesso a Schettino di continuare a operare come se nulla fosse.

Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere l’estensione di questa rete di inefficienza e corruzione. I cittadini si interrogano: come sarà possibile reintrodurre un sistema di trasparenza in un contesto tanto compromesso? L’attenzione rimane alta e le domande sono molte.Napoli si trova di fronte a una nuova tempesta burocratica. Un professionista, legato a pratiche edilizie sospette, è stato arrestato nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri, ma le conseguenze della sua attività illecita si fanno ancora sentire. L’operazione “Domino Ter” ha evidenziato come l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia sia stata infiltrata da aziende riconducibili al clan, con pratiche che continuavano a circolare anche dopo l’arresto.

Le prime ricostruzioni parlano di documenti edili e commerciali firmati dal professionista per conto di ditte legate alla malavita. Una situazione intricata, dove perfino il protocollo degli archivi comunali sembrava non accorgersi di nulla, permettendo alla camorra di operare indisturbata. “Abbiamo scoperto un sistema sgretolato, nel quale pratiche di ogni tipo si muovevano senza controllo”, riferisce una fonte informata sui fatti.

La vicenda ha sollevato interrogativi inquietanti sui meccanismi di sicurezza interni dell’ente. Quando la Commissione d’Accesso ha richiesto spiegazioni al Segretario Generale e ai vertici, ha trovato solo un muro di silenzio. Non sono stati avviati provvedimenti disciplinari contro gli impiegati coinvolti, che sembrano aver ignorato la sospensione del professionista.

Questa mancanza di trasparenza e azione ha contribuito a trasformare l’amministrazione in un terreno fertile per pratiche non etiche. La facile cessione di password e accessi ha creato un ambiente dove l’infiltrazione mafiosa ha trovato la sua strada. “La situazione ha creato grande preoccupazione nella comunità”, racconta un cittadino, evidenziando quanto sia alto il livello di allerta tra i residenti.

Ora, con l’inchiesta che si sviluppa, gli occhi sono puntati sulle prossime mosse delle autorità. Resta da chiarire il ruolo e le responsabilità di ciascun attore nel sistema. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per comprendere la portata di quanto accaduto e riportare la legalità in un’amministrazione che rischia di essere sempre più compromessa.