Un grande passo per la medicina napoletana: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II ha riportato una vittoria importante, eseguendo con successo la prima terapia genica per l’emofilia B. Questo trattato esclusivo, avvenuto il 24 luglio, non solo segna un progresso per Napoli, ma pone la città al centro di un’innovazione che potrebbe cambiare la vita di chi soffre di questa rara malattia. Nella lista dei pochi centri a livello mondiale abilitati a fornire questo trattamento avanzato, la Federico II si distingue come uno dei soli due ospedali italiani autorizzati.
Il paziente che ha avuto l’onore di ricevere questo intervento è Enrico, un napoletano di 40 anni affetto da emofilia B sin dalla nascita. “Vorrei ringraziare tutta l’équipe del professor Matteo Di Minno e la dottoressa Ilenia Calcaterra per la professionalità e l’umanità dimostrate,” ha affermato il paziente. Per Enrico, una vita segnata da sanguinamenti e limitazioni quotidiane, la terapia rappresenta una vera e propria rinascita.
Secondo quanto riportato dalla fonte originaria della notizia, il trattamento prevede un’unica infusione del farmaco Etranacogene Dezaparvovec, il quale utilizza un vettore virale per fornire il gene funzionante del Fattore IX al fegato. Questo permette all’organo di produrre autonomamente la proteina necessaria alla coagulazione del sangue, riducendo drasticamente il rischio di emorragie. Secondo studi clinici, un’unica somministrazione potrebbe portare benefici fino a 25 anni, eliminando la necessità di infusioni periodiche.
“È un cambiamento di paradigma,” commenta il professor Di Minno. Non si tratta solo di una nuova terapia, ma di un approccio che potrebbe cambiare profondamente il trattamento dell’emofilia. La Federico II stà lavorando a stretto contatto con ricercatori e professionisti per garantire ai pazienti l’accesso alle tecnologie più avanzate.
Elvira Bianco, direttrice generale dell’AOU Federico II, ha espresso entusiasmo per quanto raggiunto: “Questo intervento non è solo un successo medico, ma una nuova speranza per le persone con emofilia e per le loro famiglie.” Questo evento, più che una celebrazione, è un segnale chiaro del potere delle innovazioni sanitarie e di come la Regione possa diventare un riferimento per le terapie più all’avanguardia.
Intanto, nel cuore di Napoli, cresce l’attesa per i futuri sviluppi. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire come questa innovazione influenzerà il percorso terapeutico per tanti pazienti in attesa di risposte.
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