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Presidio al Pascale: lavoratori protestano contro tagli alla ricerca oncologica

Di La Redazione27 Luglio 2026 - 14:041 giorno fa 2 min di lettura
Presidio al Pascale: lavoratori protestano contro tagli alla ricerca oncologica

Napoli si mobilita per difendere la ricerca oncologica. Martedì 28 luglio, alle 16:00, borsisti e 44 lavoratori dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale si riuniranno davanti alla sede della Regione Campania in via Santa Lucia. L’incontro, sostenuto dalla FP CGIL di Napoli, è una risposta urgente a un problema che potrebbe avere ripercussioni significative sulla comunità medica del territorio.

La preoccupazione è palpabile: i contratti di lavoro di questi professionisti, finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono in scadenza. Questa situazione non solo minaccia la stabilità occupazionale, ma anche il futuro della ricerca scientifica locale, mettendo a rischio competenze preziose nel campo oncologico. Come affermano i rappresentanti sindacali, “la durata dei contratti è strettamente legata ai fondi PNRR e senza una soluzione, rischiamo di perdere anni di innovazione e dedizione.”

Tra i ricercatori in protesta si trovano figure di spicco, pluripremiate e conosciute a livello internazionale, che hanno scelto di lavorare a Napoli, superando offerte dall’estero per contribuire al progresso scientifico locale. “Stiamo lanciando un appello al Presidente della Regione per ottenere una proroga dei contratti e avviare rapidamente un dialogo con il Ministro della Salute,” ha dichiarato Antimo Morlando, segretario regionale Sanità Pubblica della FP CGIL.

Questa mobilitazione non è solo una manifestazione, ma un chiaro segnale a istituzioni e cittadini: la salute e la ricerca oncologica nella nostra regione meritano attenzione e investimenti. Molti residenti, infatti, seguono la vicenda con apprensione, consapevoli che il futuro della ricerca clinica campana è appeso a un filo.

Intanto, mentre la protesta si avvicina, rimane alta l’attenzione sulla possibilità di un intervento politico. Riusciranno le istituzioni a garantire la stabilità di questi professionisti e a salvaguardare il patrimonio scientifico della Campania? La domanda, ora, resta aperta.