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Castellammare, omicidio Tommasino: il pentito rivela retroscena inquietanti

Di La Redazione24 Luglio 2026 - 23:332 ore fa 4 min di lettura
Castellammare, omicidio Tommasino: il pentito rivela retroscena inquietanti

Castellammare di Stabia si trova ad affrontare un nuovo capitolo inquietante della sua storia con le rivelazioni shock di Pasquale Rapicano, collaboratore di giustizia che spalanca la porta su un omicidio avvenuto nel 2009. Secondo quanto dichiarato, il consigliere comunale Luigi Tommasino è stato ucciso non solo per il suo legame col clan D’Alessandro, ma anche perché un’importante somma di denaro destinata alla mafia sarebbe stata sottratta da un “intoccabile”: Sergio Mosca.

Rapicano, in un verbale datato 25 febbraio 2020, offre una ricostruzione che getta nuove ombre sull’omicidio di Tommasino, avvenuto il 3 febbraio del 2009. L’ex affiliato racconta come il timore che Tommasino potesse divulgare informazioni compromettenti fosse stato determinante per la sua eliminazione. “Il suo silenzio era fondamentale”, ha precisato, alludendo a possibili interrogatori da parte di alti capi del clan. Se Tommasino fosse stato interpellato, avrebbe potuto rivelare il misfatto di Mosca, con il quale collaborava.

Il racconto di Rapicano non è a digiuno di conferme; secondo quanto emerge anche da altre testimonianze di esponenti del clan, il movente della crisi interna sarebbe legato, a sua volta, ai rapporti di potere e ai flussi di denaro all’interno di una rete criminale intricata. Tale vicenda non si limita però agli aspetti di criminalità, ma si intreccia drammaticamente con la politica locale. La relazione della Prefettura che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, evidenzia la connivenza tra esponenti politici e la mafia, confermando un legame che dura da decenni.

“Ci battiamo ogni giorno per ridare dignità a Castellammare”, lamenta un abitante del luogo, consapevole delle ripercussioni che gli eventi del passato continuano a esercitare sulla comunità. La storia di Tommasino, i cui omicidi restano avvolti nella nebbia della mafia, è un simbolo di un dramma collettivo dalla difficoltà disarmante.

Mentre le indagini procedono e i nomi degli indagati dal clan D’Alessandro ritornano alla ribalta, l’eco di queste rivelazioni risuona nelle strade della città. I cittadini si chiedono se davvero si possa interrompere un ciclo di violenza e corruzione che ha radici così profonde. Con un’inchiesta aperta sul tavolo, la comunità di Castellammare attende risposte.

È dunque ora che le ultime ombre di questa vicenda vengano dissipate. Le prossime settimane potrebbero risultare decisive per un chiarimento completo dei fatti, mentre la popolazione resta in allerta, temendo che la storia di Tommasino non sia ancora conclusa.

Un’ombra lunga e ineludibile si allunga su Castellammare di Stabia, città storicamente segnata da legami inquietanti tra politica e criminalità. Le ultime indagini rivelano una situazione che, a distanza di quasi vent’anni da un omicidio che sconvolse la comunità, sembra non aver trovato alcun rimedio.

Il riferimento va all’omicidio di alcuni membri del clan D’Alessandro, un evento che ha messo a nudo la sinergia tossica tra consorterie mafiose e amministratori locali. Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione, le inchieste hanno svelato una realtà ben più complessa di quanto apparisse: non solo violenze e intimidazioni, ma un vero e proprio radicamento nella politica, con un’influenza che continua a pesare sull’amministrazione comunale.

La cronaca ci racconta di una commissione di accesso, istituita nel 2009, che pur identificando gravi irregolarità non ha ritenuto opportuno sciogliere il consiglio comunale. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, commentano alcuni cittadini, consapevoli che la camorra non è solo un problema di ordine pubblico, ma un’influenza palpabile nei processi decisionali e nella vita quotidiana.

Negli anni successivi, le elezioni hanno dimostrato che il tessuto politico non è stato particolarmente scalfito da questi eventi drammatici. Il rinnovamento auspicato si è rivelato solo un’illusione. “Non ci sono stati segnali di cambiamento nella classe politica”, segnala la relazione sull’argomento, che fa eco alla frustrazione di molti castellammaresi.

Il tema resta caldo e delicato: il cordone ombelicale tra politica e criminalità è difficile da recidere. “Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire cosa sia davvero accaduto”, si chiedono ora gli abitanti, in attesa di sviluppi che potrebbero riaccendere speranze di giustizia e trasparenza.

Nel quartiere si respira un’aria di tensione, ma anche di determinazione. “Non vogliamo più che la nostra città sia in balia della criminalità”, è il grido di molti, che si chiedono quando la storia della loro comunità potrà finalmente voltare pagina.