Un rogo devastante ha colpito nella notte il prestigioso sito archeologico di Longola a Poggiomarino, mettendo in serio pericolo un tesoro della storia antica. La struttura dell’infopoint e i laboratori didattici sono andati in fiamme, ma l’azione immediata dei Vigili del Fuoco ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha manifestato profonda inquietudine, definendo questo evento una ferita grave per il patrimonio culturale del territorio e per l’intera comunità. “Un danno inaccettabile”, ha commentato, esprimendo la sua solidarietà nei confronti di chi ha visto cancellare un importante spazio di apprendimento e cultura.
Longola, che risale al II millennio a.C., non è solo un sito archeologico, ma anche un polo didattico vitale per le scuole e un’attrazione turistica. Il danno arrecato non tocca solo le strutture fisiche, ma sottrae alle generazioni future la possibilità di apprendere la propria storia in un contesto autentico.
Da quanto si apprende, il Prefetto ha richiamato l’attenzione sull’importanza del progetto di valorizzazione del sito, supportato dalla Commissione Straordinaria di Poggiomarino e dal Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Un intervento finanziato con 3 milioni di euro, destinato a rilanciare Longola e a fermare le aggressioni urbanistiche nelle aree limitrofe.
“Questo episodio evidenzia l’urgenza di garantire la sicurezza dei nostri beni culturali”, ha affermato Di Bari, ponendo l’accento sulla necessità di proteggere un patrimonio che rappresenta un legame vitale con la storia locale. Nel quartiere, la preoccupazione cresce e la comunità si interroga: cosa accadrà ora a questo prezioso sito? La risposta, al momento, resta incerta.

