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Capre di Monte Solaro: ad Anacapri cresce la preoccupazione per l’eccessiva popolazione e il rischio per la vegetazione.

Di La Redazione19 Agosto 2026 - 23:162 ore fa 3 min di lettura
Capre di Monte Solaro: ad Anacapri cresce la preoccupazione per l’eccessiva popolazione e il rischio per la vegetazione.

La presenza delle capre a Capri, un elemento tradizionale dell’isola, sta sollevando ora sfide ambientali di rilevante portata. Sul Monte Solaro, a Anacapri, l’aumento della popolazione di questi animali ha generato un dibattito acceso tra chi teme danneggiamenti alla vegetazione e coloro che difendono la loro presenza, sottolineando l’importanza della loro tutela.

Questa storia affonda le radici nei secoli, ma recenti eventi hanno accelerato la crescita della popolazione caprina. Secondo quanto riportato da Repubblica Napoli, un certo numero di capre sarebbe stato introdotto durante le riprese di “Capri-Revolution”, film diretto da Mario Martone nel 2018; alcuni di questi animali sono rimasti sull’isola, e da allora il loro numero è cresciuto in modo esponenziale.

Gravi danni all’ecosistema

Aldo Policastro, procuratore generale di Napoli e assiduo frequentatore di Anacapri, ha recentemente espresso preoccupazione per i danni causati dalla presenza delle capre. «La vegetazione è a rischio», ha avvertito, evidenziando arbusti spogli e giovani piante compromesse, nonché specie vegetali come ginestre e cisto che soffrono gravemente a causa del pascolo eccessivo.

Un ulteriore aspetto preoccupante è rappresentato dai muretti a secco nella zona, che rischiano di subire danni irreparabili a causa dell’azione degli animali. L’intento, chiarisce Policastro, non è quello di demonizzare le capre, ma piuttosto di trovare un intervento efficace prima che la situazione diventi critica.

Le proposte per un intervento

La questione della proliferazione caprina non è nuova; l’ASL Veterinaria di Napoli 1 Centro aveva già ipotizzato la sterilizzazione dei maschi per contrastare la crescita della popolazione. Tuttavia, le azioni adottate finora non hanno portato ai risultati sperati, spingendo ora molti a chiedere un’accelerazione degli interventi.

Il Comune di Anacapri, nel gestire questo delicato equilibrio, ha dovuto affrontare diverse controversie. In un episodio recentemente riportato, 22 caprette furono ritrovate morte, apparentemente colpite da un fulmine. Il sindaco Franco Cerrotta, oppositore del trasferimento degli animali sulla terraferma, ha citato il supporto pubblico a questa posizione, evidenziando una petizione di oltre 5.000 firme contrarie.

La voce degli animalisti

Stella Cervasio, presidente di un’associazione animalista e già garante degli animali del Comune di Napoli, ha chiarito che l’intento di Policastro non era quello di promuovere misure dannose per gli animali. Le associazioni animaliste si sono unite nel richiedere un intervento rapido di sterilizzazione, suggerito dalle autorità veterinarie per arginare la crescita caprina.

Una linea cauta sulla gestione della fauna

Le organizzazioni animaliste avvertono contro misure drastiche come l’abbattimento degli animali, minacciando azioni legali se dovessero essere adottate. Contemporaneamente, rimane un interrogativo aperto riguardo le modalità di introduzione delle capre non autoctone sull’isola, con proposte per indagare su eventuali responsabilità.

Un equilibrio da preservare

La situazione delle capre di Capri mette in evidenza la necessità di bilanciare il rispetto per un ecosistema fragile con la protezione degli animali. La sfida per le autorità sarà trovare una solutione che cominci a contenere la proliferazione senza ledere il benessere degli animali coinvolti. Monte Solaro, con il suo patrimonio naturale unico, resta il fulcro di questa contesa, mentre le capre, simbolo storico dell’isola, si trovano al centro di un difficile dibattito sulla loro sostenibilità ambientale.