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Operazione contro i Casalesi: 22 fermi tra scommesse e attività illecite

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Napoli – Il litorale domiziano è stato scosso da un’operazione di grande portata: l’alba di oggi ha portato all’arresto di 22 persone, legate alla fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi, operante principalmente a Castel Volturno. Le accuse sono gravissime e comprendono associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione e riciclaggio. Questi reati hanno acceso un faro inquietante sulla criminalità organizzata che continua a infiltrarsi nella vita quotidiana dei cittadini.

La Direzione Investigativa Antimafia ha messo in moto una macchina operativa che ha portato a un’accurata mappatura dell’organizzazione. Secondo quanto si apprende, al vertice della gerarchia ci sono i discendenti del noto capostipite Giuseppe Russo, che gestivano il clan con un controllo serrato e una rete di aiuti economici destinati alle famiglie dei detenuti. “Le famiglie dei detenuti hanno sempre trovato un sostegno, anche economico, da parte del clan”, raccontano alcuni residenti di Castel Volturno, preoccupati per l’eco di queste accuse nelle loro vite.

Le modalità operative del clan, come emerso dalle indagini, non lasciano spazio a dubbi: squadre di picchiatori, chiamati “squadrette”, vengono utilizzate per mantenere il controllo del territorio, intimidendo chiunque si opponga. I debiti legati al gioco d’azzardo e presunti affronti all’onore del clan venivano puniti con metodi brutali. Ma il vero fulcro economico del clan è rappresentato dal gioco illegale: slot machine e scommesse clandestine dominano il mercato. In un’operazione sorprendente, agenti della DIA hanno anche scoperto un’associazione consacrata allo spaccio di droga all’interno di una sala scommesse.

Contestualmente agli arresti, sono stati messi i sigilli su ben 14 società, tra cui bar, una gelateria e persino un lido balneare. Questo patrimonio, che supera i due milioni di euro, è stato sottratto alle mafie, ma per gli indagati vale, come sempre, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. La comunità, intanto, si interroga sul futuro della zona e sulla possibilità di un cambiamento reale.

Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per capire le ripercussioni di questa operazione sul territorio. Resta alta l’attenzione tra i cittadini, ansiosi di sapere se finalmente questa storia possa avere uno sviluppo positivo.