Un’ombra inquietante si staglia sull’operazione di calciomercato che ha portato il portiere Elia Caprile al Napoli. Negli ultimi giorni, l’inchiesta della Procura di Bari ha fatto un passo decisivo, portando alla luce dettagli che potrebbero sconvolgere gli equilibri del calcio italiano. Aurelio e Luigi De Laurentiis figurano tra gli indagati, mentre le perquisizioni della Guardia di Finanza hanno coinvolto nomi di peso del calciomercato, come Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso.
L’oggetto dell’interesse investigativo? Dispositivi elettronici, contratti e comunicazioni legati alla trattativa che, nell’estate del 2023, ha visto Caprile passare dal Bari al Napoli per circa 2,2 milioni di euro. Secondo quanto si apprende dalle prime informazioni, gli inquirenti temono che nel bilancio del Bari possano esserci “fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero”. Una situazione che fa sorgere dubbi sulla trasparenza economica del club pugliese.
In particolare, gli accertamenti si concentrano sull’assenza di clausole di partecipazione a future plusvalenze per il Bari, nonostante il Napoli abbia poi ceduto Caprile al Cagliari per oltre 8 milioni di euro. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, raccontano alcuni tifosi, ansiosi di capire come questa vicenda possa influenzare la loro squadra del cuore.
Il giallo è in via di sviluppo, e le prossime ore potrebbero essere decisive per chiarire i contorni di questa intricata faccenda. Resta alta l’attenzione nel quartiere, e la domanda che molti si pongono è: che fine farà la trasparenza nel calcio?


