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Casoria, arrestato un 23enne per stalking nei confronti di una ragazza di 17 anni

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Casoria – Da un incontro casuale a un incubo lungo mesi. È la storia che coinvolge una giovane ragazza di 17 anni, vittima di una stalking estenuante da parte di un 23enne, culminata nell’arresto dell’uomo da parte dei carabinieri della compagnia di Casoria. La vicenda, avvenuta nelle ultime settimane, si caratterizza per messaggi ossessivi, profili falsi e minacce inquietanti, richiamando alla mente la tragica storia di Martina Carbonaro.

Nel settembre del 2023, durante una serata tra amici, la ragazza incontra il giovane, scambiando poche parole e numeri di telefono. Tuttavia, per oltre un anno la situazione resta ferma. Tutto cambia nel dicembre scorso, quando il giovane riprende i contatti tramite WhatsApp. La proposta di una relazione viene rifiutata dalla minorenne, innescando un’escalation di molestie che lascia poco spazio alla serenità.

Come riportato nella ricostruzione delle forze dell’ordine, il 23enne dà inizio a una serie di messaggi sempre più aggressivi, creando diversi profili fake utilizzando foto della ragazza. In un frangente inquietante, pubblica il numero di telefono della vittima invitando gli estranei a contattarla per “amicizia”. Con il tempo, gli attacchi diventano sempre più mirati e violenti. “Ti devo rovinare”, “Domani muori”. Frasi che infondono paura e terrore.

Un episodio particolarmente drammatico si verifica quando l’uomo invia alla giovane un link riguardante la morte di Martina Carbonaro, accompagnandolo con minacce esplicite. “Ti faccio fare questa fine”, avrebbe scritto. È stato in quel momento che la ragazza, spaventata per la propria vita e per quella della madre, decide di rivolgersi ai carabinieri.

Durante la denuncia, la giovane si rende conto che il suo persecutore la sorveglia anche all’esterno della caserma. “Abbiamo visto un uomo con il telefono che fotografava la stazione”, racconta un carabiniere presente. L’intervento immediato consente di arrestare il 23enne, che ora si trova in carcere in attesa di giudizio, accusato di atti persecutori.

Questa vicenda mette in luce l’importanza della prontezza nell’agire di fronte a comportamenti molesti. Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda, mentre nel quartiere continua a prevalere la preoccupazione per simili dinamiche di violenza nascosta.