Napoli – Una tempesta burocratica mette a rischio il futuro di 1.200 famiglie in città, e la Chiesa di Napoli alza la voce per difendere i diritti dei più vulnerabili. L’arcivescovo metropolita, cardinale Mimmo Battaglia, ha scritto una lettera aperta al sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, chiedendo con urgenza il rilascio dei fondi necessari per garantire continuità nei percorsi di inserimento e nel pagamento delle indennità promesse.
La comunicazione del cardinale arriva in un momento critico, durante un presidio di protesta che occupa il Duomo di Napoli. Qui, i lavoratori, cuore pulsante di questa vicenda, esprimono la loro frustrazione per una situazione che si è fatta insostenibile.
Il progetto “Disoccupati e inoccupati di lunga durata Napoli”, avviato con un protocollo d’intesa nel maggio 2024 tra il Ministero del Lavoro, la Città Metropolitana e il Comune, sembrava promettente. Dopo anni di attesa, i beneficiari avevano finalmente firmato i contratti e avviato le procedure necessarie. Ma l’entusiasmo si è trasformato in una doccia fredda: l’improvvisa sospensione per incertezze burocratiche ha gettato nel caos l’intera iniziativa.
“Dietro ogni numero di questa platea c’è una storia di attesa”, scrive don Mimmo, richiamando l’attenzione sulla vulnerabilità di molti di questi uomini e donne, che hanno sacrificato altre opportunità per riporre fiducia nelle istituzioni. La sua lettera continua: “Sospendere tutto adesso, senza risposte chiare, significa infliggere una ferita a chi già porta un peso di precarietà e angoscia.”
Negli ultimi tempi, la tensione sociale a Napoli è esplosa, con cortei ed occupazioni di sedi pubbliche. Le istituzioni locali, dal sindaco Gaetano Manfredi all’intero Consiglio comunale, si sono uniti in un fronte comune a sostegno dei tirocinanti, sottolineando la necessità di una risposta urgente da parte del governo centrale. L’unità d’intenti è definita dall’arcivescovo un chiaro segnale di come la vicenda stia colpendo nel profondo la comunità partenopea.
“Il rischio è che il naufragio del progetto porti a una crisi di povertà ancor più grave”, mette in guardia il Cardinale, ribadendo l’urgenza di un intervento tempestivo. La sua posizione si fonda sul principio che il lavoro è al centro della dignità umana, come recita sia la Dottrina Sociale della Chiesa che la Costituzione italiana. L’arcivescovo, quindi, chiede a Durigon di risolvere i problemi burocratici in modo che i ritardi non ricadano su chi è già in difficoltà.
Il suo invito finale è chiarissimo: “Incontrate i lavoratori al Ministero”. Una richiesta che rappresenta non solo un atto di giustizia, ma anche un segnale forte di ascolto e sostegno per coloro che continuano a credere nell’impegno delle istituzioni.
Resta ora da capire se il governo risponderà a questa emergenza e quale futuro attende i lavoratori, ora in attesa di risposte chiare. Le prossime ore saranno decisive.

