Napoli – La recente decisione di non prorogare i contratti di un gruppo di giovani ricercatori che operano presso l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” ha suscitato grande preoccupazione. Questi professionisti, integrati nei laboratori di ricerca oncologica, si trovano a fronteggiare l’interruzione del loro percorso lavorativo tra i principali esperti del campo.
La situazione si è protratta per alcuni mesi, coinvolgendo un complesso dibattito tra il sindacato FP CGIL Campania e la Regione Campania. Nonostante gli sforzi continui durante il mese di agosto per cercare di prolungare i contratti legati ai fondi del PNRR e del PNC, le trattative non hanno portato ai risultati sperati. Al momento, nessuna soluzione normativa è stata trovata per garantire la continuità lavorativa di questi giovani professionisti.
Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità pubblica della FP CGIL Campania, ha espresso il dispiacere del sindacato: «C’è molta amarezza per questo epilogo, in quanto, nonostante la mobilitazione, non siamo riusciti a preservare queste professionalità».
Le critiche del sindacato si sono indirizzate verso il Ministero della Salute, ritenuto responsabile della situazione. Secondo Morlando, le richieste avanzate dalle Regioni per stabilire soluzioni temporanee sono state snobbate, evidenziando come la ricerca rimanga una priorità trascurata dal Governo Meloni, il quale consente la persistenza di una condizione precaria nel settore.
In risposta a queste problematiche, la CGIL ha già pianificato nuove azioni. Nei prossimi giorni, si organizzerà un presidio a Roma, volto a contrastare le decisioni politiche che minano un settore fondamentale e strategico per il Paese. L’obiettivo è garantire stabilità nella ricerca sanitaria italiana e combattere il fenomeno della “fuga di cervelli”.
