La delibera n. 314 del 24 luglio, approvata dal Consiglio comunale di Napoli, ha congelato le tariffe della TARI per il 2026, un provvedimento presentato come una vittoria per le famiglie in difficoltà. Ma è davvero così? Questa decisione ha sollevato un interrogativo fondamentale: che cosa cambia per i cittadini nel quotidiano?
Mentre i rappresentanti applaudono a questa scelta, affermando che non ci sarà alcun aumento, i dubbi sulla pulizia e il decoro della città rimangono. Secondo quanto si apprende, l’amministrazione puntando su un recupero dell’evasione fiscale e sull’allargamento della base imponibile, spera di ottenere entrate maggiori senza toccare le tariffe, spostando l’onere su chi finora non ha contribuito in modo adeguato. Tuttavia, i problemi sono tangibili: le strade restano sporche e i cassonetti sovraccarichi.
“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente di Forcella, sintetizzando il malcontento di molti. I numeri parlano chiaro: le utenze domestiche passano a 382.611, ma ci si chiede se questo basterà a migliorare la situazione complessiva. Le utenze non domestiche, aumentate a oltre 63.000, non sembrano sufficienti a generare il cambiamento atteso.
Il ribilanciamento contabile, lodato durante il dibattito, non comunica ai cittadini la reale situazione delle loro strade. “Non basta fare bilancio se i servizi restano scadenti”, afferma Salvatore Guangi, esprimendo l’insofferenza dei napoletani per le condizioni delle loro città. E mentre gli amministratori cercano di mettere in risalto i risultati finanziari, la realtà è che i residenti sopportano i soliti disagi quotidiani.
Come emerge dalle simulazioni incluse nella delibera, ci saranno variazioni praticamente insignificanti, riduzioni che non superano gli 8 euro. “Se è giusto perseguire l’equità fiscale, è intollerabile rivendicarla come un successo mentre i cittadini continuano a soffrire”, commenta un cittadino. Il vero test della delibera sarà quindi non solo un equilibrio contabile, ma un miglioramento concreto nella qualità della vita urbana.
La questione rimane aperta: nella lotta per la pulizia e il decoro, il «riscatto» delle tariffe è davvero l’unico passo possibile? Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per capire se sarà solo un buon titolo comunicativo o se porterà a risultati reali. La domanda, ora, resta aperta.
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