Cronaca di Napoli
Cronaca

Droni e narco-carichi: come la criminalità elude il controllo delle forze dell’ordine in Campania

Droni e narco-carichi: come la criminalità elude il controllo delle forze dell’ordine in Campania

Napoli – Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale hanno realizzato un’operazione di alto impatto nella zona est della città, estendendo il loro raggio d’azione dai vicoli di Barra fino ai popolari quartieri di San Giovanni a Teduccio e Poggioreale. Grazie all’impiego di unità cinofile, i militari hanno svolto un controllo a tappeto che ha portato a un arresto significativo, avvenuto nei pressi del penitenziario.

In via Marino di Caramanico, nei pressi dell’istituto penale, i carabinieri hanno notato un uomo di 40 anni che si comportava in modo sospetto. Recenti indagini hanno rivelato il suo ruolo chiave in un tentativo di contrabbando. Bloccato immediatamente, l’uomo era in possesso di un joystick per il pilotaggio di droni e di 15,41 grammi di cocaina insieme a 5,90 grammi di crack.

Sul posto, nelle vicinanze, due complici – un 18enne di Boscoreale e un 20enne di Salerno – sono stati trovati all’interno di un’auto con un drone professionale già pronto al volo, modificato per trasportare carichi illeciti. Gli arrestati sono stati portati nel carcere di Poggioreale, dove dovranno rispondere delle accuse ricevute.

L’episodio non è un caso isolato: rappresenta un importante segnale dell’emergente pratica dei “pusher volanti”, i quali utilizzano droni per contrabbandare droga. A differenza delle operazioni passate, in cui spesso le forze dell’ordine si trovavano a recuperare droni malfunzionanti, in questo caso l’arresto è avvenuto direttamente durante l’atto di contrabbando.

I carabinieri segnalano come la criminalità organizzata stia cambiando volto. I metodi operativi si stanno evolvendo, sostituendo i tradizionali corrieri con una logistica aerea più complessa e difficilmente reperibile, supportata da tecnici specializzati. Le indagini della DDA di Napoli confermano che molti di questi sforzi criminali non sono sporadici, ma parte di una filiera organizzata con compensi definiti per ogni trasporto riuscito.

Questo nuovo approccio non solo ottimizza l’introduzione di stupefacenti nei penitenziari, ma ha anche reso obsoleto il modo in cui la criminalità tentava di superare le barriere fisiche delle strutture detentive. L’uso dei droni permette ora operazioni di “consegna diretta” dalle finestre delle celle, diminuendo sensibilmente il rischio di cattura.

Parallelamente, gli investigatori hanno notato una costante congiunzione tra sequestri di droga e telefoni cellulari. Gli smartphone sono cruciali per mantenere il controllo sul territorio da parte delle organizzazioni criminali, consentendo loro di operare in tempo reale e di gestire i traffici illeciti, rendendo sempre più efficiente la loro strategia.

In questo scenario, i droni non sono solo strumenti di contrabbando, ma diventano strumenti strategici, abbattono sia il controllo fisico delle istituzioni penitenziarie che l’isolamento comunicativo dei detenuti. La criminalità a Napoli si sta adattando rapidamente, rendendo sempre più difficile contrastare queste nuove modalità operative.**Droni al servizio del traffico di droga: emerge un nuovo metodo nella lotta al crimine a Napoli**

A Napoli, un fenomeno inquietante sta emergendo tra i rioni più popolari: i droni utilizzati per la consegna di sostanze stupefacenti. Questa nuova modalità operativa ha preso piede non solo all’interno delle mura carcerarie, ma si sta diffondendo anche nei quartieri, permettendo agli spacciatori di eludere le forze dell’ordine. L’obiettivo? Ridurre il rischio di arresto evitato il contatto diretto sull’asse strada-strada, tradizionale oggetto di pattugliamenti.

I droni, attrezzati con tecnologie avanzate come cavi da pesca, bilancieri e ganci a sgancio remoto, consentono di spedire micro-dosi di droga o dispositivi cellulari direttamente nei punti prestabiliti. Questa modalità di operazione è stata documentata in vari interventi da parte della Polizia Penitenziaria e dei Carabinieri, i quali stanno intensificando le misure preventive, installando sistemi anti-drone, noti come jammer, per disturbare le frequenze radio.

**Episodi recenti e il monitoraggio in atto**

Il monitoraggio delle attività illecite ha messo in luce una serie di interventi significativi:

– **Napoli Est e Poggioreale (Settembre 2026)**: Tre individui sono stati arrestati nei pressi della struttura penitenziaria, uno di loro sorpreso in flagrante, mentre pilotava un drone carico di cocaina e crack.

– **Carcere di Poggioreale (Settembre 2026)**: Un drone è stato abbattuto mentre cercava di trasportare 150 grammi di hashish e smartphone nei reparti detentivi.

– **Perimetro Penitenziario Partenopeo (Mesi recenti)**: Vari droni, sequestrati prima del decollo, erano equipaggiati con sistemi di pilotaggio FP che permettevano una guida da lunghe distanze, nonostante i piloti rimanessero nascosti.

In tanti reparti carcerari campani sono stati scoperti panetti di hashish e micro-SIM avvolti in nastro isolante, pronti per essere lanciati oltre le sbarre.

Questi eventi sollevano interrogativi sulla sicurezza nelle strutture penitenziarie e sull’urgenza di misure di risposta più efficaci da parte delle autorità, chiamate a fronteggiare un’evoluzione del crimine che sembra sempre più sofisticata e sfuggente.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →