Un forte terremoto ha scosso ieri i Campi Flegrei, con magnitudo 4.7 e un’accelerazione del suolo che ha raggiunto il picco di 0,9 g nella zona della Solfatara. Questa potente scossa ha sollevato preoccupazioni tra i residenti, in particolare nella zona orientale, dove l’effetto è stato avvertito con maggiore intensità.
Secondo quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la stazione sismica del Tennis Hotel Solfatara ha registrato un’incredibile accelerazione del terreno, quasi il 90% della forza di gravità. Questo dato va considerato nel contesto della crisi bradisismica in corso nell’area, una delle più importanti da quando sono iniziate le registrazioni.
Nonostante la severità della scossa, bisogna sottolineare che l’accelerazione del suolo non ha colpito uniformemente tutta la regione. “Siamo stati fortunati, a pochi metri si avvertiva molto meno”, racconta un abitante del quartiere che vive vicino alla stazione sismica di via San Gennaro, la quale ha rilevato un’accelerazione di soli 0,1 g. Le misurazioni variano drasticamente anche in brevi distanze; ai Porti di Pozzuoli e ad Arco Felice, ad esempio, i valori oscillano tra lo 0,3 g, comunque significativi per gli esperti.
Per i sismologi, l’accelerazione del suolo è un indicatore cruciale; rivela, infatti, l’impatto effettivo della scossa e aiuta a localizzare le aree più vulnerabili. “Questo parametro è fondamentale per capire dove concentrarsi per eventuali verifiche”, spiegano gli specialisti, sottolineando la necessità di monitorare attentamente le strutture più esposte.
La scossa ha lasciato il segno nella comunità, creando un clima di apprensione. La domanda che sorge ora è se altre scosse possano susseguirsi nelle prossime ore. Restano da chiarire gli ultimi passaggi di questa vicenda, con la speranza che l’attenzione pubblica e le misure di vigilanza siano sufficienti a garantire la sicurezza dei residenti.
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