BUENOS AIRES – Il processo per la morte di Diego Armando Maradona si trova nuovamente in una situazione critica, con rischi concreti di un clamoroso annullamento proprio mentre si avvicina alla fase finale. Un errore nella perizia potrebbe compromettere l’intero dibattimento.
Documentazione controversa
Tutto è iniziato con la scoperta di un documento clamoroso durante la verifica delle cartelle cliniche presentate dalla parte accusatrice. Una delle cartelle non apparteneva a Maradona, bensì a suo padre, sollevando interrogativi sulla gestione della documentazione da parte della pubblica accusa.
Al centro dell’attenzione vi è la Swiss Medical, compagnia assicurativa che seguiva il campione argentino, considerata potenzialmente responsabile per il miscontro di documenti.
Accuse dure del pubblico ministero
Il pm Patricio Ferrari ha denunciato il verificarsi di un presunto complotto nel corso del processo. Ai giornalisti presenti, ha affermato: “Solo chi ha teso la trappola poteva sapere dove fosse nascosta”. Durante la sua dichiarazione in aula, Ferrari ha sottolineato che l’obiettivo di tale inganno fosse confondere le acque e interrompere il processo nell’imminenza della sentenza. Tuttavia, ha aggiunto che questo tentativo non avrà successo.
Azione immediata richiesta
Le indagini si concentrano ora sui sette membri dell’equipe medica che si occupava di Maradona durante le cure post-operatorie. Per garantire che questo inghippo non comprometta anni di dibattimenti, Ferrari e Fernando Burlando, legale delle figlie di Maradona, hanno richiesto al giudice di autorizzare le perquisizioni negli uffici della Swiss Medical e nelle strutture sanitarie coinvolte, mirando al sequestro dei documenti originali.