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Montesanto, chiesa trasformata in passerella: l’incredibile corsa del mitra per le strade

Il sindaco e il prefetto hanno scelto la chiesa di Santa Maria a Montesanto per blindare l'area e annunciare interventi: ma le promesse su funicolare, scale mobili e manutenzione arrivano dopo settimane di abbandono e del terrore di un uomo con un mitra che ha percorso il quartiere per trenta minuti senza che nessuno intervenisse.

Di La Redazione2 Agosto 2026 - 06:263 ore fa 2 min di lettura
Montesanto come vetrina: passerelle in chiesa dopo il mitra che ha camminato per mezz’ora

“Montesanto è un luogo iconico di Napoli e lo vogliamo difendere.” Con queste parole, il sindaco Gaetano Manfredi e il prefetto Michele Di Bari hanno aperto un incontro cruciale il 22 luglio nella Chiesa di Santa Maria a Montesanto. Tuttavia, a pochi giorni dall’incontro, la realtà del quartiere è ben diversa: un uomo incappucciato armato di mitra ha girato per le strade per mezz’ora senza che ci fosse un intervento tempestivo. Questi eventi sollevano una domanda importante: quanto vale la sicurezza se si limita a slogan e passerelle?

Le promesse di riaperture, scale mobili e miglioramenti infrastrutturali non bastano a rassicurare i cittadini. “Riaprire la funicolare e rifare le strade è solo un inizio, non un obiettivo”, commenta una residentessa. La preoccupazione è palpabile; la presenza visibile delle forze dell’ordine deve diventare una realtà quotidiana, non un’eccezione. Stando a quanto emerge dalle prime ricostruzioni, il prefetto si è detto soddisfatto dei “risultati positivi” ottenuti dalle misure straordinarie. Ma per i residenti, quelle parole sembrano insufficienti.

La consigliera Angela Parlato ha puntato il dito sulle istituzioni, scrivendo su Facebook: “Per quattro anni questo territorio è stato volutamente abbandonato”. La sua frustrazione rispecchia quella di molti cittadini di Montesanto, che chiedono da tempo una presenza costante e iniziative concrete. “Abbiamo bisogno di controlli e manutenzione”, sottolinea un negoziante della zona, evidenziando un problema che sembra sfuggire a chi governa.

Montesanto non ha bisogno di essere solo una vetrina per immagini scintillanti o buone intenzioni, ma di un impegno reale. “Le emergenze non si risolvono con comunicati stampa”, affermano alcuni residenti, uniti dalla paura e dalla necessità di azioni concrete. La situazione sembra destinata a infiammarsi ulteriormente se le promesse rimangono tali. La domanda che aleggia è: i cittadini verranno finalmente ascoltati o continueranno a essere ignorati?

Intanto, resta alta l’attenzione nella comunità, dove la sensazione è che questa storia non sia ancora chiusa, e le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per il futuro di Montesanto.