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Ho.P.E. in Campania: 245 milioni per le infrastrutture dopo 16 anni di attesa

La Regione stanzia 245 milioni con il programma Ho.P.E.: bravo a parlare di rigenerazione, meno veloce quando si tratta di far uscire una persona disabile di casa. Tra manutenzioni promesse e 50 milioni per demolizioni, la domanda resta: i cantieri partiranno o resteranno annunci sui giornali?

Di La Redazione2 Agosto 2026 - 05:294 ore fa 2 min di lettura
Ho.P.E. in Campania: 245 milioni, rampe dopo 16 anni e la politica dell’annuncio

245 milioni di euro. Una cifra che nella facoltà di molti è solo un numero, ma per i cittadini di Napoli e della Campania rappresenta un’opportunità concreta di cambiamento. Questo il budget stanziato dalla Regione per il progetto Ho.P.E. in Campania, volto a migliorare l’abitare, ma rimane da capire quanto sarà realmente efficace. L’annuncio, fatto dal presidente della Regione Roberto Fico, ha momentaneamente acceso qualche speranza, ma i dubbi concreti sono tanti.

La questione dell’edilizia residenziale e della manutenzione degli edifici è tornata al centro dell’attenzione, ma i residenti sanno bene che negli ultimi anni le promesse spesso si sono tradotte in illusioni. “Le manutenzioni straordinarie e l’abbattimento delle barriere architettoniche sono le nostre priorità”, ha dichiarato Fico. Tuttavia, come dimostrato da casi come Scampia, dove le rampe per disabili sono state realizzate solo dopo 16 anni di attesa, la strada per il miglioramento è ancora lunga.

Stando a quanto emerso dalla prima ricostruzione, il programma prevede anche interventi per gli alloggi universitari, con un pacchetto specifico di 50 milioni euro. In questa ottica, la collaborazione con il Comune di Napoli appare fondamentale per evitare che i fondi rimangano lettera morta. “Annunciare è facile, ma spenderli bene e con trasparenza è ciò che i cittadini si aspettano”, ha commentato un residente di Ponticelli, sottolineando ulteriormente il legame tra le parole e la realtà quotidiana.

Fico ha messo in evidenza la necessità di interventi rapidi e, soprattutto, visibili. “Dobbiamo garantire che questo processo porti a un superamento delle barriere architettoniche, un vero punto di civiltà”, ha affermato. Ma il tempo è tiranno e le scadenze si avvicinano: il rischio, però, è che quest’ennesimo piano si trasformi in un semplice annuncio, con cartelloni pubblicitari a testimoniare promesse non mantenute.

La vera sfida che attende questo progetto è, pertanto, la capacità di tradurre ogni euro in risultati tangibili e misurabili. Finora, i cittadini sono abituati a vedere passaggi lenti, burocrazia e sprechi. Allora, la domanda resta: chi monitorerà attivamente l’uso di queste risorse? La sensazione è che, senza un controllo pubblico efficace, queste nuove promesse potrebbero adagiarci su strade già percorse, senza un reale miglioramento nella vita quotidiana.

Intanto, nel cuore di Napoli, gli abitanti continuano a chiedere garanzie concrete, affinché 245 milioni non si trasformino in un’illusione. La domanda è aperta e il tempo di attesa si fa sempre più pressante.