In una Napoli pulsante di attesa e aspettative, il clima politico è più teso che mai. L’occasione è data da un evento a Ercolano, dove una celebrazione del Partito Democratico ha preso una piega inaspettata, gettando un’ombra sulla trasparenza politica. Durante la festa per il successo elettorale, il segretario locale Antonello Cozzolino e il consigliere Marco Cozzolino sono stati immortalati in un video assieme a Natale Suarino, un pregiudicato per associazione camorristica. Un episodio che ha scatenato un’ondata di indignazione tra i cittadini.
“Abbiamo sentito un forte malcontento nella comunità”, racconta un residente di Ercolano, visibilmente preoccupato per le implicazioni della vicenda. La reazione da parte della dirigenza del partito è stata quella di autosospendere i due Cozzolino e commissariare il circolo cittadino. Un’azione, però, che molti considerano insufficiente, e che non basta a placare le critiche.
Secondo quanto si apprende, Carlo Calenda non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio dissenso. “La vostra unica strategia è quella dell’opossum: vi fingete morti, sperando che le cose scompaiano”, ha ribadito durante il suo intervento a Caserta, rimarcando la necessità di una risposta ferma e chiara dalla dirigenza nazionale del PD.
Questa polemica non riguarda solo le questioni interne al partito, ma investe direttamente la fiducia dei cittadini in una politica che dovrebbe essere al servizio del bene comune. La coattolezza della burocrazia interna non può nascondere l’urgenza di una chiara presa di posizione contro ogni forma di connivenza con la criminalità. Le scelte politiche devono essere accompagnate da atti concreti, non da semplici comunicati stampa.
Nel quartiere, resta alta la preoccupazione: “Ci aspettiamo che chi ci governa prenda posizioni nette, non circoscritte alla salvaguardia dell’immagine”, conclude un altro abitante di Ercolano, esprimendo la frustrazione comune. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per capire se il partito saprà davvero affrontare questa crisi, o piuttosto se continuerà a nascondere la testa nella sabbia, nel tentativo di eludere le proprie responsabilità. La domanda, ora, resta aperta: salveranno la faccia o cercheranno di ricostruire la fiducia nel loro operato?
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