Un video può cambiare le sorti politiche di una città. A Ercolano, è scoppiato un caso che ha fatto tremare le fondamenta del Partito Democratico locale. In un filmato pubblicato da NapoliToday il 15 luglio, alcuni esponenti del PD festeggiano dopo le elezioni affiancati a un noto pregiudicato per traffico di stupefacenti. Immagini che mettono in discussione non solo l’etica politica, ma anche il controllo sociale, lasciando molti cittadini scossi.
Il video in questione, di oltre cinque minuti, mostra momenti di convivialità tra Antonello Cozzolino, segretario del circolo, e Natale Suarino, l’individuo con un passato criminale. Quest’ultimo viene accolto con cordialità da esponenti della politica locale, suscitando un allarme palpabile tra i residenti. Questa situazione ha portato a un commissariamento del circolo e all’autosospensione dei protagonisti, ma ciò non basta a restituire fiducia alla comunità.
La reazione ufficiale è stata tempestiva. Il 23 luglio, la Giunta ha votato l’istituzione di un pool anti-camorra, voluto dalla sindaca Antonietta Garzia, con nomi di prestigio come Nino Daniele e Sandro Ruotolo. Tuttavia, molti si interrogano sulla reale efficacia di tale risposta. “Non basta avere esperti a disposizione; servono misure preventive e un’attenzione costante alla politica”, afferma un testimone locale, evidenziando il punto debole della mossa.
Stando a quanto emerge dalla prima ricostruzione, la critica si concentra sulla gestione della comunicazione e sul fatto che un video così discusso possa rimanere “invisibile” per settimane. Francesco Dinacci, segretario provinciale, ha assicurato che non appena hanno preso visione del contenuto si è intervenuti, ma in molti chiedono come sia possibile che nessuno l’abbia notato prima.
Le difese dei protagonisti, come la Consigliera Nancy Scognamiglio, si sono fatte sentire via social, ma sembrano più un tentativo di giustificazione che una vera assunzione di responsabilità. “Essere nella stessa sala non implica un rapporto diretto”, scrive, ma i cittadini non sembrano convinti. “La fiducia è stata scalfita, e ora devono essere loro a dimostrare di non avere legami ambigui”, spiega un residente.
Il contrasto tra immagine pubblica e sostanza rimane un tema delicato. Annunciare un pool di esperti è solo un primo passo, ma non basta per sanare le ferite. Per i cittadini di Ercolano, che continuano a combattere nella vita quotidiana tra lavoro e servizi spesso carenti, questa situazione rappresenta l’ennesima delusione. “Se vogliamo un reale cambiamento, servono regole chiare e responsabilità”, conclude un altro abitante, preoccupato per la direzione che sta prendendo la politica locale. E la domanda persiste: chi doveva vigilare, perché non lo ha fatto?
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