Napoli – Un dramma familiare ha scosso il rione Conocal di Ponticelli: Ylenia Musella, 22 anni, è morta dopo essere stata accoltellata dal fratello Giuseppe. L’episodio, avvenuto il pomeriggio del 3 febbraio, ha gettato nel dolore e nello sgomento un’intera comunità.
Le autorità hanno reso note le conclusioni del medico legale Emanuele Capasso, che smentiscono la ricostruzione del presunto aggressore. Giuseppe ha sempre dichiarato di aver lanciato il coltello da cucina verso la sorella, sostenendo di averla colpita da una certa distanza. Ma l’autopsia ha raccontato una verità ben diversa: un colpo inferto a distanza ravvicinata, che ha perforato l’aorta toracica e causato una morte immediata.
Secondo quanto affermato da Capasso, la ferita era profonda oltre 13 centimetri e non avrebbe potuto essere inflitta se non da vicino. Ylenia ha perso conoscenza in pochi secondi e la sua agonia è stata rapida, culminando in un arresto cardiaco nel giro di pochi minuti. I medici di Villa Betania hanno tentato di rianimarla, ma i tentativi sono stati vani.
Il coltello, ritrovato nascosto sotto un veicolo vicino alla scena del crimine, è stato descritto come un’arma mortale con una lama di 22 centimetri. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos,” raccontano alcuni residenti, testimoni di una tragedia che ha scosso il quartiere.
La situazione si fa ancora più drammatica quando emerge che Ylenia era stata precedentemente aggredita con violenza. Lesioni al volto e alle braccia suggeriscono che stesse cercando di difendersi dai colpi del fratello, prima di tentare una fuga disperata. La testimonianza della madre, Natascia Miccoli, è straziante: “Ho sentito le urla, sono corsa giù e ho visto mia figlia a terra, piena di sangue. Non c’era più battito”.
Le dichiarazioni di Giuseppe Musella non sembrano quindi avere alcun fondamento, visto che il medico legale ha messo in luce l’insostenibilità della sua versione. “La ferita è stata inflitta con forza,” afferma Capasso, negando la possibilità di un semplice incidente. Questo lascia un’interrogativo inquietante nella comunità: come può una famiglia arrivare a tanto?
Intanto, nel rione Conocal l’eco di questa tragedia continua a rimbombare. “La domanda, ora, resta aperta,” dicono i vicini, mentre l’attenzione resta alta sullo sviluppo delle indagini.


