Nel cuore pulsante di Napoli, tra le storiche mura del convento di Sant’Anna a Capuana, nasce un’importante iniziativa per i cittadini: il “rifugio climatico culturale”. Questo spazio si propone come punto di incontro e ristoro durante i mesi più caldi, ma non solo, offrendo occasioni di socialità e cultura gratuite.
Il progetto, promosso da Spazio Obù, sarà attivo per tutto il mese di luglio e fino alla prima settimana di agosto. L’antico portone del convento sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19, invitando bambini e adulti a partecipare a laboratori, giocare a ping pong o semplicemente immergersi nella lettura di un libro all’ombra del chiostro, ristrutturato dalla Fondazione Terzoluogo.
«Quando parliamo di rifugio climatico culturale non pensiamo soltanto ad un luogo dove trovare un po’ di frescura, ma ad uno spazio in cui le relazioni umane possono fiorire», sottolinea Francesca Cartolano, project manager della Fondazione. L’intento è quello di favorire un clima di benessere, prossimità e curiosità tra i partecipanti.
Ma l’iniziativa non si limita a offrire un po’ di refrigerio. Allo stesso modo, è frutto di un profondo ascolto delle esigenze locali. «Abbiamo interagito con famiglie, commercianti, scuole e associazioni per capire come coinvolgere autenticamente il quartiere», afferma Lorenzo Scirocco, responsabile dello sviluppo di comunità di Obù. Un’opera di costruzione di legami che si fonda su rispetto e collaborazione.
Il rifugio si inserisce in un progetto di riqualificazione più ampio, volto a recuperare e valorizzare l’intero complesso. Dopo la recente apertura dei primi 800 metri quadrati, che ha portato vitalità alla zona, si attende con interesse la realizzazione della nuova biblioteca al primo piano, programmata per l’autunno. Un’importante risorsa culturale che si annuncia pronta a diventare un fulcro di attività e iniziative per tutta la città.
Nel frattempo, l’attenzione resta alta tra i residenti, che vedono in questa nuova realtà non solo un luogo di svago, ma un’opportunità per rinvigorire il senso di comunità. Resta ora da vedere come evolverà questo progetto e quali altre sorprese si potrebbero riservare a Napoli nei prossimi mesi.


