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Napoli, smascherato il «mago telefonista»: truffe agli anziani nel mirino di Costagliola

Di La Redazione25 Luglio 2026 - 09:351 ora fa 2 min di lettura
Napoli, smascherato il «mago telefonista»: truffe agli anziani nel mirino di Costagliola

Antonio Costagliola, un 27enne di Napoli, si nascondeva da un anno, ma è stato arrestato a Viareggio dai carabinieri. Il giovane è accusato di essere il “telefonista” di un’organizzazione di truffatori che ha colpito per mesi gli anziani, accumulando un bottino di oltre 300mila euro tra contanti e preziosi.

La sua fuga è finita quando, dopo aver notato una pattuglia della polizia, ha tentato di allontanarsi. Nonostante il suo tentativo disperato, è stato rapidamente bloccato e ora si trova nel carcere di Lucca.

L’inchiesta ha avuto inizio all’inizio del 2023, con la denuncia di un’anziana di Ostia, raggirata attraverso il classico stratagemma del “finto nipote”. In quell’occasione, la vittima ha consegnato ai truffatori ben 14mila euro in contanti e circa 200 grammi d’oro. Da quel momento, le indagini hanno portato all’arresto di tre complici e alla scoperta di un vero e proprio “archivio” di contatti utilizzati per individuare le vittime, rinvenuto nell’abitazione di Costagliola a Napoli.

Secondo quanto si apprende, il giovane non ritirava direttamente il denaro, ma era responsabile del contatto telefonico, ingannando le vittime con false identità e minacce. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona,” riferiscono alcuni cittadini, allarmati dalle notizie di truffe mirate agli anziani.

L’organizzazione di Costagliola, strutturata e spietata, sembrava funzionare come una catena di montaggio: complici incaricati di raccogliere i valori e minorenni coinvolti nelle operazioni. Ogni operazione garantiva ai “corrieri” circa il 20% del bottino, con il giovane a gestire l’intera rete da residenze tra Napoli e Ischia.

Durante le perquisizioni, sono stati trovati anche faldoni con elenchi telefonici, molti dei quali riguardavano numeri fissi, attualmente utilizzati per lo più da persone anziane. È emerso che non solo Costagliola, ma l’intera struttura sfruttava false identità e utenze intestate a prestanome per rendere più difficile l’identificazione degli autori delle truffe.

Nel quartiere e tra i familiari delle vittime, resta alta l’attenzione e la preoccupazione. “Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se ci siano altri coinvolti,” dicono gli investigatori. Questa storia, purtroppo, sembra lontana dall’essere conclusa.