Napoli – Una tranquilla serata in piazza Sant’Anna a Capuana si è trasformata in un incubo. Alessandro Graviano, un 32enne noto per i suoi legami con il clan Contini, è stato colpito a morte da un proiettile nella notte. L’attacco fulmineo è avvenuto a pochi passi dalla stazione centrale, dove il giovane, in sella a uno scooter, è stato raggiunto da un solo colpo letale, sparato con una precisione chirurgica.
Purtroppo, nonostante la corsa in ospedale, per Graviano non c’è stato nulla da fare. Il suo cuore ha smesso di battere poco dopo l’arrivo in pronto soccorso, suscitando preoccupazioni per la sicurezza nella zona. Il killer, descritto dagli investigatori come un professionista, potrebbe aver agito per motivi legati alla criminalità organizzata, spingendo a riflessioni su purghe interne e conflitti tra le cosche.
Secondo quanto si apprende, Graviano era in contatto con un gruppo specializzato in truffe agli anziani, ma la dinamica del delitto non esclude altre possibilità, compresa una motivazione personale. Gli inquirenti stanno indagando su eventuali appuntamenti e relazioni recenti per scoprire se l’agguato possa essere originato da una vendetta personale.
Le indagini si muovono su più fronti. Da un lato, sono già stati ascoltati familiari e amici di Graviano per ricostruire le ultime ore della sua vita. “Abbiamo cercato di capire chi lo avesse visto prima dell’incidente,” affermano fonti vicine all’indagine. Dall’altro, la tecnologia gioca un ruolo cruciale: la piazza è dotata di numerose telecamere di videosorveglianza, le cui immagini potrebbero rivelare dettagli fondamentali per identificare l’assassino.
Con il passare delle ore, cresce la tensione in un quartiere che teme nuovi sviluppi. Le domande restano aperte: chi ha davvero ucciso Alessandro Graviano? E perché? Le autorità stanno lavorando senza sosta per chiudere il cerchio attorno a questa misteriosa vicenda.


