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Napoli, emergenza donazioni al Cardarelli: interventi programmati a rischio

Di La Redazione20 Luglio 2026 - 14:472 minuti fa 2 min di lettura
Napoli, emergenza donazioni al Cardarelli: interventi programmati a rischio

Napoli – La carenza di sangue al Cardarelli sta diventando un problema serio, con potenziali conseguenze sulle operazioni chirurgiche programmate. Durante l’estate, quando le donazioni tendono a calare, anche i reparti potrebbero essere costretti a rimandare interventi non urgenti.

Questa situazione ricorre ogni anno nei caldi mesi estivi: molti donatori abituali sono in vacanza e, a farne le spese, saranno i pazienti che attendono assistenza. Secondo quanto riportato, il Cardarelli ha deciso di intensificare l’invito alla cittadinanza affinché si faccia avanti per donare sangue.

Il Centro Donazione Sangue, situato nel padiglione E dell’ospedale, accoglie i donatori dal lunedì al sabato, con orari dalle 8 alle 12. Chi desidera contribuire può presentarsi direttamente o contattare i numeri dedicati, come il servizio WhatsApp o il centralino.

Per sensibilizzare ulteriormente la popolazione, è stata avviata una campagna sui social, che racconta le storie di donatori storici come Emma, Gianluca, e Renato. “Donare significa tendere una mano senza aspettarsi nulla in cambio”, spiega Emma, mentre Gianluca considera questa azione un vero e proprio “dovere morale”.

La campagna “Napoli si dona – senza sangue non si cura” continua, dopo gli appelli dei primari dell’anno passato e l’utilizzo di testimonial noti. Gli spot, girati di fronte a un’opera di Lello Esposito, sono pensati per attirare l’attenzione sulla cruciale importanza delle donazioni, in un ospedale che ogni anno affronta circa 30mila interventi chirurgici e accoglie 70mila pazienti al Pronto Soccorso.

Per garantire la normale attività ospedaliera, sono necessarie almeno 150 donazioni quotidiane. La procedura è rapida e sicura, e sono invitati a donare tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, con alcune deroghe per i donatori abituali. La domanda rimane: riuscirà Napoli a rispondere a questo appello urgente per garantire il benessere dei suoi cittadini?