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Castellammare, scoperto registro segreto delle determine al servizio dei clan

Di La Redazione28 Luglio 2026 - 12:321 ora fa 4 min di lettura
Castellammare, scoperto registro segreto delle determine al servizio dei clan

Castellammare di Stabia è sotto i riflettori per una vicenda inquietante che mette in luce presunti brogli nella gestione degli appalti pubblici, inclusi quelli per le spiagge. La situazione, emersa nelle ultime ore, rivela un sistema opaco che coinvolge operazioni finanziarie per un totale di circa 1,2 milioni di euro, il tutto orchestrato da aziende collegate alla camorra.

Le indagini hanno rivelato una serie di affidamenti di lavori pubblici avvenuti senza il rispetto delle normativi di trasparenza. In particolare, le autorità hanno riscontrato che i contratti per l’allestimento di servizi sulle spiagge libere, come ombrelloni e sdraio, sono stati frammentati in lotti sotto il tetto dei 40.000 euro per evitarne una gara pubblica, lasciando spazio a manovre poco chiare. Questi lotti, tutti assegnati a una rete di imprese legate al clan D’Alessandro, hanno permesso di eludere i controlli antimafia.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente della zona, riportando la rabbia degli abitanti che hanno subito l’onta della privatizzazione non autorizzata dei servizi che, per legge, dovrebbero restare gratuiti. I bagnanti raccontano di minacce e intimidazioni da parte di persone collegate a queste ditte, mentre il Comune, incredibilmente, continua a liquidare fatture per servizi che non sono stati nemmeno verificati.

Il caso dell’arenile di Pozzano è emblematico: anziché un’unica gara aperta, i funzionari pubblici hanno suddiviso i contratti in tre, tutti destinati a una rete di aziende che, seppur formate da prestanome, sono in effetti controllate da soggetti legati alla criminalità organizzata. In questo modo, si sono evitate sia le verifiche di rito sia l’acquisizione dei certificati antimafia.

Ma le ripercussioni di questo sistema non interessano solo la sfera economica. La frustrazione e la rabbia dei cittadini sono palpabili. La domanda che resta in sospeso è se e come queste irregolarità potranno essere affrontate dalle autorità competenti. Già si percepisce un’alta tensione nel quartiere, con un aumento della richiesta di trasparenza e giustizia da parte dei residenti.

Nel frattempo, la vicenda si arricchisce di nuovi sviluppi, e le prossime ore potrebbero essere decisive per chiarire i contorni di un affare che sa di dover essere fermato. La comunità, intanto, si interroga su cosa accadrà ora e su quali misure verranno adottate per ripristinare la legalità e la sicurezza nelle proprie spiagge.Un’improvvisa scossa del malaffare ha colpito Castellammare di Stabia, sollevando interrogativi inquietanti su come vengono gestiti i fondi pubblici. Nel cuore della città, documenti riservati rivelano una rete di affidamenti diretti a ditte apparentemente legate alla camorra. Le manovre tecniche, mascherate da operazioni di manutenzione, stanno gettando ombre pesanti sulla trasparenza amministrativa.

Recenti scoperte hanno messo in luce due determini simili, datate 3 marzo 2025, che hanno destinato in totale oltre 77.000 euro a una ditta nota come Edil Costruzioni Vesuviana, riconducibile a un prestanome del clan Cesarano. “Se facciamo un’unica determina da ottantamila euro dobbiamo andare sul MEPA”, svela uno dei funzionari durante un’intercettazione, rivelando un sistema fraudolento studiato per eludere i controlli.

La vicenda è emersa all’attenzione pubblica grazie agli sforzi della Commissione Straordinaria, che ora si sta attivando per fermare questo modello di corruzione. Secondo quanto riportato dalla prima ricostruzione, le pratiche di affidamento sono state frazionate dolosamente per aggirare il bando di gara, consegnando così lavori cruciali nelle mani di chi già ha legami sospetti con la criminalità organizzata.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente del quartiere, preoccupato per le ripercussioni di queste pratiche sulla comunità. Ciò non fa che aumentare i timori tra la popolazione, già scossa dalla consapevolezza che le risorse, destinate al miglioramento della vita cittadina, potrebbero finire nelle mani sbagliate.

L’intervento della Commissione è un primo passo, ma i cittadini attendono con ansia sviluppi concreti. Il blocco delle concessioni demaniali e l’annullamento degli affidamenti dubbi sono segnali chiari di un cambiamento necessario.

Ora, resta da capire come e se la città riuscirà a liberarsi da questa mala gestione. Nel quartiere, le domande sono tante e il bisogno di trasparenza è urgente. Che fine faranno i soldi pubblici e quando finalmente Castellammare potrà rivedere il mare senza ombre di corruzione?