Home Cronaca Caldo estivo a Napoli: le periferie soffrono più…
Cronaca

Caldo estivo a Napoli: le periferie soffrono più di altri ambiti sociali

Di La Redazione20 Luglio 2026 - 17:0315 minuti fa 2 min di lettura
Caldo estivo a Napoli: le periferie soffrono più di altri ambiti sociali

Napoli è in bilico tra il caldo torrido e il disagio sociale. In questi giorni, il termometro non solo segna temperature insopportabili, ma evidenzia una profonda spaccatura nella città: mentre le zone più agiate godono di una certa frescura, le periferie faticano in un clima invivibile. A lanciare l’allerta è un’analisi di Legambiente Campania, che denuncia come nei quartieri più vulnerabili si soffra non solo per il caldo, ma anche per la mancanza di infrastrutture e verde pubblico.

Secondigliano, Scampia, Miano, Pendino, San Lorenzo, San Pietro a Patierno e Barra: sette aree in cui l’estate diventa una vera e propria afflizione. Qui la combinazione tra urbanizzazione aggressiva e abbandono di spazi verdi trasforma il caldo in una bomba sociale, colpendo oltre 200 mila residenti. “Il caldo qui uccide”, denuncia Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, che aggiunge: “Ogni codice postale a Napoli continua a determinare la qualità della vita, specialmente in estate.”

Le cifre sono eloquenti. Nella zona collinare del Vomero, per esempio, le temperature medie raggiungono i 40°C, mentre la situazione a Secondigliano sfiora i 44°C, con un divario termico che può arrivare fino a 7°C. Questo scenario è il risultato di anni di speculazione edilizia e della mancanza di alberi: in molte famiglie vulnerabili non c’è neppure la possibilità di dotarsi di un condizionatore.

Le amministrazioni locali si trovano ora a dover far fronte a una sfida colossale. Maria Caniglia, presidente di San Lorenzo, evidenzia i progressi nella riapertura del parco di Santa Maria della Fede, ma ammette che restano gravi lacune, come la mancanza di centri di aggregazione per anziani. Nella Municipalità 6, Sandro Fucito fa notare il paradosso: “Abbiamo il 27% del verde cittadino, ma le risorse per manutenerlo sono insufficienti.” La difficoltà generale di gestire queste aree verdi è palpabile.

In Scampia, la presenza di aree verdi non basta. “Chiediamo la riapertura urgente del Parco Ciro Esposito”, afferma Nicola Nardella, che sottolinea la necessità di navette Anm per garantire l’accesso ai mezzi di trasporto e proteggere i soggetti più fragili dal sole cocente.

La sfida del cambiamento climatico, da semplice questione meteorologica, è diventata una questione di giustizia sociale nelle periferie di Napoli. Le richieste sono chiare e urgenti: più verde urbano, una riqualificazione intelligente e sostegni mirati. “Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire come affrontare questa emergenza”, conclude Imparato. Intanto, nel cuore di Napoli, la tensione resta alta e l’attenzione dei cittadini è palpabile.