Home Cronaca Baia, panico al Jazz Festival: bloccati nell’ascensore del…
Cronaca

Baia, panico al Jazz Festival: bloccati nell’ascensore del castello

Di La Redazione27 Luglio 2026 - 16:343 ore fa 2 min di lettura
Baia, panico al Jazz Festival: bloccati nell’ascensore del castello

Bacoli – Quella che doveva essere una serata all’insegna della musica jazz al Castello Aragonese di Baia si è trasformata in un vero e proprio incubo. Sabato 25 luglio, durante l’evento inaugurale del Pozzuoli Jazz Festival 2026, una donna e suo fratello, un ragazzo non vedente, si sono ritrovati imprigionati in un ascensore per oltre un’ora.

Pina Brancato racconta l’accaduto con toni carichi di indignazione: “Ho scelto di utilizzare l’ascensore per facilitare la salita a mio fratello, ma non c’era alcun avviso sul suo stato. Quando siamo entrati, le porte si sono chiuse e il veicolo si è bloccato a metà strada”. Questo, spiega, ha dato inizio a un’ attesa estenuante e opprimente, aggravata dalla mancanza di contatti telefonici all’interno della cabina, impossibilitata a ricevere aiuto.

“Gli amici all’esterno cercavano soccorsi, ma nessuno riusciva ad aprire le porte del dispositivo. Ci dicevano che il guasto era stato segnalato, ma noi eravamo intrappolati, con la temperatura che aumentava”, aggiunge Pina, ricordando il momento drammatico. La sua preoccupazione per il fratello, che viveva con angoscia la situazione, era palpabile.

Fortunatamente, i soccorsi sono stati avviati solo grazie all’intervento degli amici, e un’ambulanza ha raggiunto il luogo dopo un tempo che sembrava eternità. Un sanitario ha finalmente aperto le porte dell’ascensore, permettendo a Pina di uscire. Carlo, tuttavia, ha dovuto attendere l’arrivo dei Vigili del Fuoco per essere liberato completamente.

“Abbiamo scoperto che questo ascensore era già noto per i guasti”, prosegue Pina, “e che qualcuno all’esterno era a conoscenza del problema, ma non è stata presa alcuna iniziativa per impedire l’accesso”. È un’accusa grave che solleva interrogativi su come vengano gestite le procedure di sicurezza in una struttura accessibile al pubblico, specialmente per le persone con disabilità.

La richiesta di Pina è chiara e diretta: “Voglio che venga fatta chiarezza e che siano prese misure immediate per evitare che situazioni simili si ripetano. Una semplice serata di musica si è tramutata in un’ora di paura e dolore, un’esperienza che ci lascerà un segno indelebile”.

Quando un ascensore diventa una trappola mortale, l’assenza di segnali diventa una problematica urgente, e la gestione dell’emergenza rivela lacune preoccupanti. Le prossime ore potrebbero essere decisive per chiarire come sia potuto accadere un episodio del genere in una struttura pubblica così frequentata. Gli interrogativi rimangono: quali responsabilità emergeranno? E quali saranno i prossimi passi per garantire la sicurezza di tutti?