Napoli – Un duro colpo al narcotraffico partenopeo: dieci membri di un’organizzazione criminale sono stati condannati a quasi 86 anni di reclusione complessivi, segnando un passo importante nella lotta contro il traffico di droga che lega l’Andalusia al mercato locale. La sentenza, emessa dalla giudice Donatella Bove al termine di un processo con rito abbreviato, ha rivelato come il cuore di questa rete fosse situato nel Centro Agroalimentare di Napoli, a Volla.
Le indagini, che si sono concluse con il maxiblitz della Squadra Mobile nel luglio scorso, hanno svelato un sistema logistico astuto. Un box refrigerato, affittato da uno dei ventuno indagati, fungendo da perfetto nascondiglio per carichi di hashish e marijuana. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente della zona, evidenziando l’atmosfera tesa che ha preceduto gli arresti.
Il meccanismo di smistamento della droga si fondava su una strategia ben congegnata: le sostanze stupefacenti viaggiavano all’interno di autoarticolati carichi di merci apparentemente innocue. In una circostanza, un imponente carico di hashish è stato rinvenuto nascosto sotto quintali di zucche. Per monitorare il tragitto, i trafficanti usavano localizzatori satellitari segreti, inviando aggiornamenti via SMS ai loro referenti in Italia, un sistema che garantiva un controllo pressoché totale.
La mente operativa della rete, secondo l’accusa, era una donna di 44 anni, Sonia Perez Alcaraz, che ha ricevuto una condanna di 6 anni e 8 mesi. Il condannato più severamente è Giacomo Visconti, con 14 anni di carcere, seguito da Francesco Di Fiore e Sabatino Gallo, entrambi a 13 anni e 5 mesi. Nonostante le pene elevate, la giudice ha escluso l’aggravante della transnazionalità, ridefinendo la portata giuridica delle attività dell’organizzazione.
Nel quartiere, l’eco di questa vicenda è palpabile. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, affermano alcuni cittadini, sottolineando la necessità di un’azione continua contro il crimine organizzato. Con il processo giunto a una conclusione, ci si chiede quali potranno essere i prossimi sviluppi per una Napoli che, nonostante tutto, continua a combattere contro le infiltrazioni nel tessuto sociale.
Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire ulteriormente l’impatto di questa sentenza e i possibili movimenti del traffico di droga. Intanto, tra i residenti resta alta l’attenzione.

