Seguici sui Social

Cronaca

Agguato ai Decumani: chi era il vero obiettivo dell’attacco a Saltalamacchia?

Pubblicato

il

Agguato ai Decumani: chi era il vero obiettivo dell’attacco a Saltalamacchia?

Torna in carcere uno dei presunti autori dell’agguato che la notte del 27 giugno 2024 ha scosso Largo Banchi Nuovi, cuore pulsante della movida partenopea. Nella serata del 19 maggio, la Polizia di Stato ha stretto i lacci attorno a un giovane già condannato per tentato triplice omicidio. L’ordinanza di custodia cautelare arriva dopo un’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile, che ha setacciato il raid svelando un quadro inquietante di violenza e vendette nel centro di Napoli.

I fatti sono agghiaccianti: due giovani hanno aperto il fuoco su un gruppetto di ragazzi davanti al bar Beer, sparando almeno otto colpi. Per gli investigatori, il bersaglio era Nunzio Saltalamacchia, figlio della tiktoker Rosa Macor, ma il colpo più pesante ha colpito un innocente. “Ero lì, ho sentito gli spari, sembrava un film”, racconta un testimone, ancora scosso. Alessio Bianco, pizzaiolo 25enne, è stato colpito all’addome. A lungo ricoverato al Vecchio Pellegrini, si è trovato ad affrontare una battaglia per la vita, subendo interventi che lo hanno messo a dura prova. “Ora sta meglio, ma il percorso di recupero è lungo”, dicono i medici.

La Dda ha delineato un contesto di rivalità tra bande giovanili. “Abbiamo ricostruito un raid punitivo, un’escalation inevitabile”, afferma uno degli inquirenti. Una lite tra gruppi dei Quartieri Spagnoli ha acceso la miccia, e ben sei giovani sono stati arrestati nei giorni successivi, tutti nella fascia dei 20-25 anni. “C’era chi pianificava e chi sparava”, spiegano le fonti investigative. I legami familiari di alcuni arrestati con esponenti della camorra offrono uno spaccato inquietante della criminalità giovanile nel centro di Napoli.

L’agitazione e la paura hanno invaso il centro storico. Gli spari, uditi tra tavolini e risate, hanno fatto tremare chiunque fosse nei paraggi. Le telecamere hanno catturato i movimenti dei tiratori, fornendo elementi cruciali. “Nessuno si aspettava una cosa del genere in una serata di festa”, affermano alcuni residenti, preoccupati per un clima che si sta facendo sempre più teso.

La Procura ha rassicurato, sottolineando che ogni indagato rimane presunto innocente fino a prova contraria. Ma l’incertezza avvolge Napoli, dove la violenza sembra aver trovato un nuovo palcoscenico tra i giovani. La domanda resta: quale sarà il prossimo passo di una città che fatica a liberarsi dall’ombra della criminalità? Un interrogativo che potrebbe rappresentare solo l’inizio di una lunga discussione per la comunità.

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Alcuni contenuti sono generati attraverso una combinazione di una tecnologia proprietaria di IA e la creatività di autori indipendenti.
Per contatti [email protected]