Cronaca
Camorra al rione Berlingieri: il boss Bruno e il “corso” di spaccio shock
Antonio Bruno, noto come “111”, è il padrone invisibile di Via Monte Faito, a Secondigliano. In una zona dove i cambiamenti sembrano inarrestabili, lui rimane l’ancora di salvezza per una fitta rete criminale. Recentemente, l’inchiesta sulla piazza di spaccio ha rivelato il suo legame profondo con Ciro Cardaropoli, un giovane pusher sempre in fuga dai suoi stessi demoni. “Noi sappiamo come muoverci,” ripeteva Bruno, un mantra che incarna il suo processo educativo sulla strada.
La piazza del Rione Berlingieri ha svelato molto di più che traffici illeciti. Tra quelle mura, si trasmetteva un vero e proprio “mestiere”. I racconti di chi vive nel quartiere mettono in luce una dualità inquietante: da un lato il maestro, Bruno, un veteran della criminalità, dall’altro Cardaropoli, incapsulato in una frustrazione costante. “Tu non sai vendere, Cirù!” urlava Bruno, evidenziando il divario tra esperienza e inesperienza.
Un episodio chiave risale al 17 novembre 2022, quando l’ansia si impadronisce di Cardaropoli per la presenza della Polizia. “Centoundici mica ce le può accusare a noi?” domandava, ma Bruno, con la calma di un vero esperto, rispondeva: “Deve trovarci in flagranza, non ce le può accusare così!” La sua serenità apparente nasconde una strategia meticolosa, un invito a non cedere alla paranoia.
Tuttavia, il tensione cresce. Dopo l’arresto di Antonio Gemei, Bruno capisce che l’impercettibile equilibrio della sua operazione è a rischio. “Domani mi metto io sopra,” dichiara, imponendo il suo controllo, pronto a esponersi per il bene del gruppo. I tentativi di Cardaropoli di gestire la situazione vengono messi in discussione, rivelando quanto siano fragili i legami in quel mondo pericoloso.
Dalle intercettazioni emerge un Bruno malinconico, quasi rassegnato. “Dove sono gli eredi all’altezza?” si lamenta, un segno della sua crescente solitudine ad un vertice sempre più spinoso. Non basta più saper vendere; occorre sapersi dissipare nell’ombra di una città che sembra ormai volerlo dimenticare. La grande domanda è: chi prenderà il suo posto? E quanto possono resistere le sue “creature” senza la guida di un potere così esperto?