Pasquale Russo, noto alle forze dell’ordine, si trova ora nel carcere di Poggioreale dopo un episodio di violenza che ha sconvolto il quartiere di San Giovanni a Teduccio. Martedì sera, in via Vigliena, l’uomo è accusato di aver aperto il fuoco contro Salvatore Ambrosio e i suoi due figli, Vincenzo e Ugo, colpendo tutti e tre agli arti inferiori.
La sparatoria sarebbe scaturita da un alterco tra i due fratelli Ambrosio e un adolescente, probabilmente ripercussione di contrasti pregressi. A quel punto, Salvatore, 59 anni, si è precipitato in difesa dei figli, facendo da bersaglio al presunto aggressore. L’azione fulminea e drammatica ha portato tre ambulanze sul posto, con i feriti trasportati in ospedali differenti: Vincenzo all’Ospedale del Mare, Ugo al Cardarelli e Salvatore al Vecchio Pellegrini. Fortunatamente, nessuno di loro versa in condizioni critiche, e le dimissioni dovrebbero avvenire a breve.
Secondo quanto si apprende, Russo era già noto per i suoi legami con la malavita locale e, dopo il ferimento, si era reso irreperibile fino a quando non ha deciso di presentarsi spontaneamente in questura, dove è stato arrestato dalla Squadra mobile. Questo episodio riunisce interrogativi sulla persistenza della violenza nel quartiere e sulla capacità delle istituzioni di intervenire in modo efficace.
Dalle prime informazioni, è chiaro che la comunità è allarmata. “Abbiamo sentito prima un forte rumore e poi il caos,” racconta un residente, esprimendo la paura che si diffonde tra gli abitanti di San Giovanni a Teduccio.
Nel frattempo, rimane aperta la questione: riuscirà la polizia a interrompere questa spirale di violenza e a ridare sicurezza al quartiere? La domanda resta cruciale mentre gli investimenti delle istituzioni nel tessuto sociale si rivelano fondamentali per un futuro migliore.

